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Riceviamo e pubblichiamo - Ultima della serie è la vicenda del mercato.
Si è arrivati a scioperi, manifestazioni e conseguenti disagi alla popolazione.
Sarebbe bastata una metodologia completamente diversa: esaminare il problema guardando dalla parte degli interessi generali della popolazione e aprendosi al confronto con tutti, con commercianti fissi e ambulanti e soprattutto con i cittadini consumatori.
Un minimo di ascolto di quest'ultimi avrebbe fatto subito capire che il mercato deve essere unico e non trino, suddiviso in tre località divise e distanti come il sindaco ha deciso.
Le persone, soprattutto donne, da noi interpellate vogliono un solo mercato in una sola località per evidenti ragioni che non possono passare in tre posto diversi e distanti con le sporte della spesa.
Dentro o fuori del centro storico purché unito.
Un confronto serrato con tutti avrebbe fornito la soluzione migliore.
Si è abolito il confronto e la discussione, che sono il sale della democrazia e si è preferito dire "qui comando io" imponendo decisioni peraltro sbagliate.
La decisione dell'assessore Celli di restituire al sindaco la delega del commercio è una conseguenza di questi atteggiamenti.
Le decisioni non vanno affrontate ai tribunali, nel caso degli ambulanti, come in quelli del Movimento libero dei cittadini che lottano contro il carbone denunciati dall'amministrazione comunale.
Per queste ragioni va riaperto il tavolo della discussione.
Rifondazione Comunista/Sinistra europea di Tarquinia
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