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ore 20,00 - Si parla di sanità e il presidente del consiglio Gabbianelli esprime solidarietà ad Americo Mascarucci, giornalista di Nuovo Viterbo
Oggi, per le minacce ricevute al suo telefono cellulare. Minacce legate alla campagna che il quotidiano sta portando avanti proprio sulla sanità viterbese.
Al cronista è stato intimato di non scrivere più sull’argomento da un anonimo.
Prende di nuovo la parola Gigli, per ritirare l’ordine del giorno sulla sanità. Siccome da più consiglieri è stato richiesto l’intervento in consiglio del presidente della Regione Marrazzo.
L’ordine del giorno sarà ripresentato in quell’occasione.
ore 19,30 -Incursione del direttore di Panorama Maurizio Belpietro.
Nella sala d’Ercole il consiglio comunale e nella confinante sala Regia un convegno sull’ambiente, cui ha preso parte anche Belpietro, appunto.
Il direttore, passando per il consiglio è notato dal presidente Giancarlo Gabbianelli, che lo saluta a microfono, invitandolo a ritornare in città.
Belpietro accoglie l’invito. Passa e se ne va. Chiusa parentesi, si ritorna a discutere di sanità.
ore 18,30 - E’ il momento della replica di Aloisio. Che era venuto in consiglio per parlare della riconversione degli ospedali.
“Il piano di rientro triennale, secondo me troppo è troppo breve – spiega Aloisio – continuando a dare le prestazioni e i servizi.
Per quanto riguarda la nostra gestione, il 10% delle strutture complesse le abbiamo ridotte, sennò non ci avrebbero approvato l’atto aziendale.
Oggi lei è venuto preparato – dice rivolgendosi a Gigli - io vado a memoria. Ma va detto che i revisori hanno dato un giudizio complessivo positivo sul nostro bilancio”.
ore 18,00 - C’è il rischio che aumentino le tasse, qualora per la sanità non si dovesse trovare il pareggio. E’ sempre Gigli a sostenerlo, nel suo intervento.
“Credo che a Asl di Vitebo non vada bene – spiega guardando Aloisio – lo si vede anche guardando a una serie d’interrogazioni.
Contrariamente a quello che Aloisio dice, lei non è un cittadino qualunque. Lei rappresenta una comunità e non può dire io qui sono stato messo da una parte politica e a quella rispondo. Altro che cacciare la politica dalla sanità. Nella Asl si tende privilegiare una parte politica.
Lei non dovrebbe nemmeno dare la sensazione d’essere di parte.
E l’ospedale di Viterbo non va bene. Lo mostrano pure i dati dei revisori dei conti.
L’ultima stesura dell’atto aziendale prevede 85 unità ospedaliere complesse rispetto a 88 del precedente atto. Quando lei sa che con legge la Regione imponeva il calo del 20% e comunque non inferiore al 10%.
Le unità semplici passano da 120 a 142. Dovevano calare.
Ritiene che tutto questo sia compatibile con la diminuzione delle spese? I soldi non ci sono. Vorremmo tutti più prestazioni dalla sanità.
Bisogna fare scelte, finora non fatte. Oggi Marrazzo dice che bisogna rispondere alle sollecitazioni del Governo ridurre le spese. Le prime reazioni che vedo sono della serie non si tocca niente. Ma allora dove si interviene?”.
ore 17,48 - Parla Rodolfo Gigli.
“Dopo avere ascoltato Aloisio – spiega –, mi viene da pensare che le mie preoccupazioni sono state fugate. Una Asl efficiente che in parte ha risolto i complessi problemi della sanità viterbese.
Ci siamo preoccupati del fatto che Marrazzo avesse adottato provvedimenti di chiusura di alcune strutture. Poi notizie subito dopo e soprattutto le dichiarazioni del direttore generale, ci potrebbero indurre che le nostre preoccupazioni erano infondate.
Da quanto sentito, non solo non si chiude, ma si rafforzano i presidi. Ma ho qualche dubbio che sia questa la reale situazione.
Non ci sono le risorse. La sanità gode di pessima salute, perché non ha soldi per garantire adeguati livelli assistenziali. Abbiamo iniziato la legislatura regionale discutendo per due anni e mezzo di quale fosse il buco della sanità e di come si dovesse ripianare.
Ci siamo scontrati nel definire l’entità. La maggioranza sosteneva fosse di 10 miliardi, l’opposizione sosteneva che fosse un falso. L’entità era più modesta e una parte era stata ereditatala Badaloni.
Dopo due anni inutili di polemiche su quanto fosse il debito e di chi fossero le colpe, si è proceduto da parte della giunta regionale, a predisporre il piano di rientro sulla base di un accordo Regione – Governo.
Il documento prevedeva la diminuzione di 1300 posti letto e tremila lavoratori in meno, erano previsti sacrifici per le Asl, con il contenimento della spesa farmaceutica.
Qualcuno di noi disse che questi impegni non sarebbero stati mantenuti. I fatti mi pare che ci abbiano dato ragione.
La spesa maggiore della sanità si realizzava nella gestione delle Asl e lì occorreva mettere attenzione. Proponemmo di unificare le Asl. A Roma ce ne sono troppe. La nostra proposta fu ignorata.
A distanza di tempo si è verificato che gli impegni assunti sono rimasti pressoché lettera morta.
Non c’è stata la riduzione posti letti.
La maggioranza ha fatto sempre annunci, poi disattesi”.
ore 17, 30 - In comune arriva la “rifondazione” della rete ospedaliera nella Tuscia.
Il termine è del direttore generale Ads Aloisio, in un consiglio comunale in gran parte dedicato alla sanità.
Tocca al direttore aprire, per rifare la storia della riorganizzazione nei presidi di Montefiascone, Ronciglione e Acquapendente.
Per ribadire quanto già detto in consiglio provinciale.
I primi due sono a tutti gli effetti padiglioni di Belcolle, quindi non rischiano ridimensionamenti. “Anche perché – spiega – siamo sotto rispetto ai posti letto previsti”.
Acquapendente qualcosa, invece, rischia. “Ma sono state fatte proposte di riconversione importanti – spiega Aloisio – verso specializzazioni. Come Otorinolaringoiatria, Ginecologia.
Quindi il pronto soccorso diventa primo soccorso. Ed è un passo avanti. Perché quando ci sono incidenti, i soccorritori sono obbligati a portare il ferito nel pronto soccorso più vicino.
Solo che il pronto soccorso se non è come deve essere, diventa un rischio.
Meglio fare qualche chilometro in più. Abbiamo chiesto una piazzola per l’eliambulanza per il trasferimento veloce”.
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