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Viterbo - Comune - La consigliera Pd Ciambella chiede a Marini il ritiro del provvedimento
Quell'ordinanza significa aver fallito su tutti i fronti
Viterbo - 25 settembre 2008 - ore 17,30

Riceviamo e pubblichiamo - La repressione non può essere l'unico deterrente contro il vandalismo: il sindaco Marini ritiri l'ordinanza?

Vorrei fare un passaggio veloce sul contenuto della ormai famosa ordinanza numero 119 del 1 settembre scorso emanata dal sindaco, ma da un punto di vista lontano dalle provocazioni.

Leggere quella ordinanza mi ha dato la possibilità di riflettere su quanto il suo contenuto sia fedele e figlio della società che viviamo.

Una serie precisa di divieti visti come unico rimedio al vandalismo e alla completa assenza di senso civico che caratterizza alcuni cittadini, più o meno giovani.

La repressione come unico deterrente, quindi, come unico esempio contro comportamenti indecorosi. Capisco l'esigenza che come amministratore il sindaco può avere, ma ne metto in discussione le modalità.

Comprendo che questo provvedimento sia in perfetta sintonia con la linea che si è data il Governo Berlusconi con il famigerato 'pacchetto sulla sicurezza'. Quello, cioè, che vede come unica soluzione a questo genere di problemi la repressione, che si traduce nel perseguire comportamenti scorretti, nell?intento di dare esempi populisti.

Esempi che, forse, possono ottenere il benestare di alcuni cittadini poco attenti, che non avendo scelto di occuparsi della cosa pubblica, giustamente sono portati ad accogliere con plauso tutti quei provvedimenti che apparentemente possano fare giustizia o ristabilire l'ordine, ma soprattutto caratterizzati dall'intento di paventare continui pericoli per distogliere l'attenzione dai reali problemi.

Chi ha responsabilità di governo a qualsiasi livello, invece, credo abbia il dovere di non rimanere in superficie e di porsi il problema di come prevenire certi comportamenti.

Prendiamo il discorso dei lavavetri e dei mendicanti in genere: anche qui, è vero, dietro il fenomeno si nasconde il racket organizzato. Ma come al solito, non avendo la forza di estirpare il problema in maniera organica, l'ordinanza si inserisce risolvendo apparentemente il fenomeno, prendendosela però solo con l'anello della catena che è il più debole. L'unico risultato è quello di cercare di imbonirsi le persone che non vedendo più il lavavetri al semaforo potrebbero, se fossero così sprovveduti come probabilmente il Comune crede, pensare che il problema sicurezza sia risolto.

Mi chiedo se non sarà invece che da sempre, per evitare conflitti sociali, l'unica politica da perseguire sia quella dell'inclusione. Non sarebbe il caso di intensificare e incentivare gli spazi di incontro da mettere a disposizione dei giovani dove possano esprimersi in maniera positiva, dando loro stimoli di impegno positivo che scoraggino implicitamente comportamenti devianti?

Ho ricevuto personalmente l'appello di un gruppo di ragazzi che il sabato sera sono, o meglio erano soliti, incontrarsi e intrattenersi sotto i portici del palazzo comunale, ai quali ormai da qualche settimana è stato vietato proseguire nel loro rituale, se così vogliamo definirlo.

Si incontrano, parlano, non sporcano, non imbrattano, non fanno nulla di vandalico; eppure sono stati sfrattati?.

Mi chiedo cosa possa scattare nella testa di un ragazzo che si comporta così, in maniera assolutamente sana. Probabilmente si riesce a indurlo a comportamenti indecorosi, così, a ragione, potrà essere cacciato.

Non sarà che in questo discorso c'entri anche la scuola e il modo con cui questa si raccorda alla famiglia? Non sarà che arrivare a quella ordinanza significa riconoscere di aver perso su tutti i fronti educativi, di dialogo e di coesione sociale per rassegnarsi, come atteggiamento generalizzato, persino a punire chi mangia un panino a piazza Duomo?

Per questo ribadendo che questo genere di provvedimenti non dà soluzioni né nel breve tanto meno nel lungo periodo, proprio perché la rassegnazione non può essere un criterio fondante di chi vuole amministrare la città, chiedo l'immediato ritiro dell'ordinanza.

Lisetta Ciambella
Consigliere comunale Pd

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