Riceviamo e pubblichiamo - Caro Galeotti,
noto con infinito piacere che la stampa libera (o che almeno si ritiene tale) ha sempre la malcelata tendenza a riportare non la realtà dei fatti - cosa questa che spetterebbe di diritto alla cronaca - bensì stralci di essa indirizzabili secondo questo o quel vento.
Scrivo in merito all'articolo "E tra i prof finisce a pesci in faccia" pubblicato stamani da Tusciaweb per rettificare alcune imprecisioni.
Ieri non c'è stata nessuna rissa impedita dall'intervento di chicchessia; c'è stato
soltanto un intervento da parte del sottoscritto (eccessivo nei toni semplicemente perché senza microfono e distante dal palchetto degli oratori) stanco di ascoltare inviti fatti a una platea di studenti a non farsi strumentalizzare, mentre poi si usava l'assemblea studentesca per attacchi al rettore Mancini.
Attacchi che possono risultare più o meno giusti, più o meno condivisibili a seconda di chi ascolti, ma che credo trovino tutti d'accordo sul fatto che erano decisamente fuori contesto.
L'assemblea spontanea ed apartitica era lì riunita per dimostrare civilmente contro un decreto legge che non prevede né riforme strutturali dell'università, né tanto meno indicazioni su una presunta (ed agognata da parte dei contestatori manciniani) moralizzazione dell'ambiente universitario.
Il contesto era sbagliato, l'intervento clamorosamente fuori luogo e il sottoscritto non ha fatto altro che farlo notare, perché è molto semplice strumentalizzare una platea di liceali che nulla sanno di beghe interne (e personali, direi) all'ateneo della Tuscia.
Stefano Pifferi
|