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| La platea dell'Unione ascolta il ministro Rotondi |
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- “Ma che è scoppiata la guerra?”.
Ore nove e trenta del mattino. In una piazza Verdi chiusa alle auto e presidiata da un gran numero di militari, agenti e carabinieri per l’arrivo dei ministri Rotondi, Meloni e Fitto, un’anziana signora passa davanti al monumento del musicista e spaesata da un simile dispiegamento di forze, se ne domanda il perché.
Rassicurata sul fatto che non è scoppiato un conflitto, ma è solo il governo che incontra, ha ripreso la sua passeggiata. Un po’ perplessa. Camminando forse si sarà chiesta, chi incontra il governo?
Ci ha provato a spiegarlo in un teatro pieno d’autorità, una trentina di sindaci, rappresentanti d’associazioni di categoria, il ministro per l’attuazione del programma, Gianfranco Rotondi.
“Un’iniziativa – dice – per ascoltare più che raccontare. Conoscere le ansie del territorio”.
Ma anche raccontare quello che l’esecutivo ha fatto. Quindi i rifiuti a Napoli, il decreto scuola, ma anche Viterbo. Con i suoi problemi e le sue peculiarità, illustrate nella relazione del prefetto Giacchetti.
Con un livello di criminalità sotto controllo e una popolazione che vede aumentare gli extracomunitari, anche per la vicinanza con Roma. Nei primi nove mesi del 2008 sono stati rilasciati 5408 permessi ed emesse 222 espulsioni.
E se il sindaco di Viterbo Marini punta su aeroporto e infrastrutture nel suo intervento, a Giampieri (Civita Castellana) sta a cuore il settore ceramico e a Mazzola (Tarquinia) le difficoltà dei comuni più piccoli nel rispettare il patto di stabilità.
Ma se qualcuno si aspettava novità sul fronte aeroporto o infrastrutture, è rimasto deluso. Il più titolato a parlarne tra i presenti, il sottosegretario a Infrastrutture e Trasporti Bartolomeo Giachino ha fatto un lungo discorso sul tesoretto di Prodi che non c’è, sulla congiuntura internazionale e sulla manovra Tremonti.
Su strade e ferrovie da realizzare solo una speranza. Che sta nei quindici miliardi di credito ottenuti dalla Banca Europea. Sperando che almeno una parte arrivi a Viterbo.
In sala anche due studenti universitari che hanno parlato al ministro per la Gioventù Meloni, chiedendo il ritiro della 133 e spiegando le ragioni che hanno portato alla formazione di Tuscia in protesta.
Ragioni che hanno trovato d’accordo il prorettore Grego. Ultimo intervento che chiude la tappa numero uno di Governincontra. Ne restano 99 in altrettante città.
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