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| Gli studenti in piazza |
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| La protesta parte da piazza del Plebiscito |
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| Un manifesto matematico |
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| Striscione contro i tagli |
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| Il manifesto del Buratti |
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| La protesta sotto la Prefettura |
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| L'assessore Picchiarelli tra gli studenti |
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- La protesta degli studenti della Tuscia parte da piazza del Plebiscito.
Più di settecento si sono ritrovati fin dalle 9.30 nella piazza principale di Viterbo. Ma lungo il percorso, molti altri se ne sono aggiunti.
Duemila i manifestanti per gli studenti, circa millecinquececento secondo le stime delle forze dell'ordine.
Con manifesti, striscioni, gridando slogan. Unico obiettivo il ministro Gelmini e la sua riforma. Che nessuno vuole.
E allora: “Chi non salta la Gelmini è”..” e altri cori contro un provvedimento che gli studenti ritengono un attentato al loro diritto allo studio.
E c’è chi chiede, con uno striscione, di togliere i soldi ai parlamentari e non alla scuola.
A presidiare, un discreto numero di poliziotti.
“Tuscia in protesta” il movimento studentesco viterbese è sceso in piazza. Senza bandiere. Si è visto qualche politico, c'era anche l'assessore provinciale Giuseppe Picchiarelli. Ma nessun logo di partito in piazza, nessuna bandiera.
Il corteo in marcia, lungo le vie della città, per arrivare fino all’auditorium dell’università della Tuscia a Santa Maria in Gradi.
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