Riceviamo e pubblichiamo - Fiume Marta, avviare nell'immediato una serie di azioni conoscitive dello stato delle pressioni insistenti sul corso d'acqua e a formulare criteri di gestione del territorio utili al suo risanamento e alla sua salvaguardia.
Così è stato rilanciato oggi a Tarquinia, in occasione della tappa conclusiva della campagna Goletta Verde nel Lazio, il protocollo di intesa per la gestione integrata del bacino del fiume Marta, siglato nel 2004, al fine di impegnare tutte le amministrazioni firmatarie, ciascuna nell'ambito delle proprie competenze.
Oggi, in particolare, è stata decisa la costituzione di un Osservatorio permanente per la salvaguardia e la valorizzazione del Fiume Marta, presieduto dalla Provincia di Viterbo, e che potrà essere realizzato presso il Borgo delle Saline in collaborazione con il Decos (Dipartimento di Ecologia e Sviluppo Economico Sostenibile dell'Università della Tuscia).
Come emerge da molti dei campionamenti effettuati dall'Arpa Lazio, la foce del Marta è gravemente inquinata. Anche la Goletta Verde, con i prelievi della scorsa estate ha sancito che il dato è il peggiore della Regione, insieme a quello del Tevere.
Una situazione che, a partire dal Lago di Bolsena e sino alla foce, va imputata ad un insieme di fattori, scarichi illegali, impianti di depurazione malfunzionanti, immissione di inquinanti da parte degli impianti industriali.
"Il fiume Marta è un corso d'acqua di notevole importanza che va assolutamente disinquinato - ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Per questo oggi la nostra associazione ha voluto dibattere del problema al di fuori della stagione balneare: abbiamo sei mesi per affrontare e risolvere le criticità che ancora oggi colpiscono il fiume prima della prossima primavera. Riteniamo in particolare che sia necessario rilanciare il protocollo siglato nel 2004, magari con l'apertura di un tavolo dei soggetti interessati, ed accelerare gli obiettivi contenuti nel piano di tutela delle acque della Regione Lazio, con l'investimento dei
soldi già stanziati".
"E' stato importante -ha dichiarato Umberto Cinalli, coordinatore dell'Osservatorio Provinciale Ambiente e Legalità Rosario Livatino, promosso da Legambiente e Provincia di Viterbo - avere la disponibilità di interlocutori autorevoli, come la Provincia di Viterbo, l'Università della Tuscia, il Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca e molte altre realtà presenti, nel far ripartire un piano di gestione integrato, come quello previsto nel protocollo d'intesa. Siamo quindi tutti concordi che sia necessario partire dalla sensibilizzazione e dal perseguire i reati e gli illeciti sia dei privati che degli Enti locali".
Oltre 100 ragazzi dell'Isis di Tarquinia hanno partecipato ad attività di analisi ed interpretazione dei dati ambientali con i tecnici di Goletta Verde.
All'incontro erano inoltre presenti: la presidente di Legambiente Viterbo, Pieranna Falasca; il vicesindaco di Tarquinia, Serafini; il Comandante del Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza del Lazio, Tenente Colonnello Emilio Errigo; il rappresentante del Comando del Corpo Forestale dello Stato di Viterbo, Leoni; il Direttore del Consorzio di bonifica della Maremma etrusca, Ing. Pisarri; il Direttore del Dipartimento di Ecologia e Sviluppo Economico Sostenibile dell'Università della Tuscia, Giuseppe Nascetti.
Legambiente Viterbo
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