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Viterbo - Caccia
"L'Atc Vt2 fa i conti... ma non tornano"
Viterbo - 28 ottobre 2008 - ore 17,30

Riceviamo e pubblichiamo - Con questa nota vogliamo portare un contributo di chiarezza sulla questione ormai annosa ma sempre più grave e drammatica dei danni provocati dalla fauna selvatica all’agricoltura, in particolare dalla specie cinghiale, e soprattutto intervenire sulle problematiche relative al reperimento delle risorse necessarie all’indennizzo di tali danni in favore degli agricoltori che li subiscono e che vedono messo a rischio il frutto del loro lavoro.

L’Ambito Territoriale di Caccia (Atc) Vt2 che ormai da anni garantisce la gestione faunistico venatoria della porzione meridionale della Provincia di Viterbo potrebbe essere lo strumento, viste le capacità collaborative tra mondo venatorio e mondo agricolo dispiegate nelle attività gestionali in sede locale ed in maniera capillare su tutto il territorio dell’Atc, per limitare e gestire l’impatto che ha questa specie sulle colture agricole in particolare partendo dal presupposto che sarebbe meglio prevenire i danni piuttosto che risarcirli soprattutto se con grandi ritardi ed in maniera estremamente parziale.

Ci preme invece ricordare che l’Atc Vt2 è stato chiamato dall’amministrazione provinciale a svolgere il compito dell’accertamento e della liquidazione dei danni solamente dalla seconda metà del 2007 quando appariva ormai chiaro che la situazione emergenziale era ormai senza controllo, il valore stimato dei danni cresceva esponenzialmente e le risorse stanziate dalla Regione Lazio proporzionalmente si riducevano in maniera consistente.

Fino a quel momento tali compiti erano svolti in maniera completa e per tutto il territorio provinciale dall’Amministrazione Provinciale.

L’Atc Vt2 inoltre non è stato assolutamente coinvolto nelle politiche di prevenzione messe in atto dall’Amministrazione Provinciale, non ha potuto partecipare alla progettazione di questi interventi e non ha mai avuto trasferimenti, anche parziali, dei fondi concessi dalla Regione Lazio per la prevenzione dei danni.

Ci è stato dato sostanzialmente un ruolo burocratico limitato all’accertamento del danno ed alla sua liquidazione attraverso somme che venivano trasferite dalla Regione alla Provincia e da quest’ultima all’Atc.

Nonostante ciò abbiamo con piacere registrato che l’incremento dei danni sul territorio del Vt2 è proporzionalmente diminuito dal 2006 al 2007 rispetto all’incremento che si è registrato nel Vt1 (sono stati stimati nel 2006 94.294,02 € di danni nel Vt2 e 122.192,01 € nel 2007, rispetto ai 322.771,00 nel Vt1 nel 2006 che diventano 550.694,89 nel 2007 con percentuali relative sul totale provinciale che vanno dal 22,61% del 2006 al 18,16% del 2007).

Sono dati che dimostrano come il problema sia molto meno grave nel Vt2 sia in termini assoluti sia in funzione delle suo incremento progressivo, pur registrando la medesima frustrazione ed il medesimo giustificato malessere tra gli agricoltori del nostro territorio che si sono visti trasferire anche per i rimborsi relativi al 2006, quando ancora gestiva tutto la Provincia, somme percentualmente inferiori rispetto ai rimborsi corrisposti nel Vt1.

Leggiamo quindi con meraviglia l’intervento del Vice Presidente della Provincia e Assessore all’Agricoltura Mario Trapè il quale su un quotidiano locale, in data 26 ottobre 2008, a seguito di precise osservazioni relative ai risarcimenti effettuati in maniera differenziata cioè in percentuali maggiori rispetto al danno subito ( 55%) per gli agricoltori della parte settentrionale della Provincia (Atc Vt2) rispetto ad importi in percentuali inferiori ( 40%) per la parte meridionale della Provincia (Atc Vt2) giustificava tale differenza spiegando che le somme utilizzate per integrare le percentuali degli agricoltori nel Vt1 erano quelle derivanti da una gestione “virtuosa” dello stesso AtC da parte della Provincia cosa che non è stata possibile nel Vt2 dove una gestione evidentemente “meno virtuosa” con “ oneri di amministrazione di oltre 110 mila euro” non avrebbe consentito tale integrazione.

È assolutamente necessario precisare che questa affermazione sugli “ oneri di amministrazione” del Vt2 pari ad oltre 110 mila euro è assolutamente non veritiera, rappresenta una svista clamorosa anche alla luce del fatto che in seno al Consiglio Direttivo del Vt2 siede un rappresentante dell’Amministrazione Provinciale che proprio in questi giorni ha partecipato in maniera fattiva alla stesura della bozza del bilancio consuntivo 2007-2008 che verrà approvata nell’Assemblea dei Soci e dei Delegati dell’Atc Vt2 che si terrà a fine Novembre ed alla quale invitiamo l’Assessore stesso.

Ed è ancor più necessario effettuare tali precisazioni in una fase nella quale ancora una volta gli ATC sono sotto il tiro di chi pensa che essi possano essere uno strumento di potere ed il luogo per pericolose commistioni politico-associative, quando si denigra e si offende il lavoro costante e impegnativo di tanti e tanti volontari che provano ad avviare esperienze di gestione concreta del territorio solo perché qualche giochetto di potere a volte si ritorce contro chi ne è lo stesso ideatore .

Non ci compete invece esprimere giudizi sulla gestione differenziata, penalizzante e “ iniqua” per gli agricoltori del Vt2 delle risorse destinate al rimborso dei danni anche se pensiamo che esprimere tali giudizi sia un diritto anzi un obbligo da parte di chi tutela e rappresenta gli agricoltori stessi, tuttavia l’affermazione dell’Assessore, relativamente al fatto che gli oltre 110 mila euro usati per gli agricoltori del Vt1 ad integrazione delle somme regionali derivano esclusivamente dai bilanci del Vt1 stesso qualche perplessità effettivamente la suscita, soprattutto da parte di chi , come noi, è chiamato a confrontarsi quotidianamente con l’esiguità delle risorse disponibili ( 110 mila euro sono oltre un terzo delle somme a bilancio in un Atc) somme che peraltro sono, almeno nel caso del Vt 2, quasi completamente formate dalle tasse d’accesso versate dai cacciatori all’Atc stesso.

E L’Assessore Trapè ancora una volta dovrebbe conoscere perfettamente le difficoltà economiche in cui versano gli Atc soprattutto a causa della provincializzazione delle tasse regionali che pagano i cacciatori che ha comportato la mancata corresponsione di risorse che migliaia di cacciatori residenti a Roma e provincia, pur cacciando nei nostri Atc, pagano alla Provincia di Roma.

Ad aumentare a dismisura tali perplessità concorre in maniera fondamentale lo stesso Assessore Trapè, il quale in un comunicato pubblicato su un noto quotidiano on line, in data 06 giugno 2008, provvede a smentire sé stesso affermando, in un contesto peraltro completamente condivisibile nel quale si analizzano le cause che hanno portato all’acuirsi del problema, si prospettano alcuni interventi per limitare i danni e si sottolinea la necessità che la Regione Lazio incrementi le somme a disposizione per i rimborsi, che nel 2006 la Provincia di Viterbo ha stanziato 57.060,63 € e nel 2007 144.362,00 € per il rimborso dei danni specificando che sono somme provenienti dal bilancio provinciale.

Sempre il 06 giugno 2008 sullo stesso quotidiano on line una Associazione del mondo agricolo in un intervento nel quale denunciava l’urgenza di interventi atti a limitare l’emergenza cinghiali esprimeva apprezzamento per “lo sforzo dell’Amministrazione Provinciale di Viterbo di impegnare 120 mila euro del proprio bilancio per portare almeno al 50% la percentuale di rimborso dei danni alle colture agricole”.

Tali dichiarazioni di Giugno contrastano con quelle di Ottobre ed il dubbio, credo legittimamente, rimane: sono soldi del bilancio provinciale o del bilancio dell’Atc Vt2 quelli utilizzati per aumentare le percentuali di rimborso dei danni agli agricoltori ricadenti nei Comuni a nord della Provincia ?

Se è vera la versione di Giugno perché si è scelto di “gratificare “ solo una parte degli agricoltori introducendo questa odiosa differenziazione e soprattutto perché adesso si cambia versione e si mette in cattiva luce l’Atc Vt2? L’assessore dovrebbe chiarire e dare una spiegazione.

Un’ ulteriore curiosità: sono 110 mila, 120 mila o 144.362 le somme che, aldilà della provenienza , sono state utilizzate per integrare nel Vt1?

Sembra una domanda quasi insignificante ma con poco più di 18 mila euro si potevano liquidare anche gli agricoltori del Vt2 al 55% del danno accertato invece che al 40% del danno evitando queste odiose differenziazioni nell’ambito della stessa Provincia .

Oppure, per essere propositivi, qualora effettivamente tali risorse, per effetto di miracolosi “ virtuosismi” amministrativi “ derivassero dal bilancio dell’Atc Vt! sarebbe stato sufficiente che la Provincia avesse trasferito all’Atc Vt2 una piccola parte dei residui delle somme destinate ai miglioramenti ambientali ( interventi destinati all’intero territorio provinciale) oppure si sarebbero potute trasferire all’Atc Vt2 quota parte delle somme versate dalle squadre di caccia al cinghiale ricadenti all’interno del territorio del Vt2.

Le soluzioni c’erano, erano facilmente praticabili ed avrebbero evitato questa situazione incresciosa ma non si sono volute o potute percorrere.

Continuiamo a ribadire la nostra disponibilità a collaborare, a lavorare in maniera seria, costante e capillare sul nostro territorio per ridurre l’impatto della specie cinghiale sull’agricoltura, non possiamo però accettare che affermazioni avventate possano mettere in cattiva luce questo importante bagaglio di esperienza e collaborazione nella gestione del territorio che abbiamo costruito con il contributo di tutti cacciatori agricoltori ed ambientalisti.


IL PRESIDENTE
(DOTT. GIUSEPPE PILLI)
Giuseppe Pilli

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