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Viterbo - Francesco Ciprini critica Severo Bruno
Strano che chi viene dalla società civile non apprezzi iniziative di piazza
Viterbo - 28 ottobre 2008 - ore 1,30

Riceviamo e pubblichiamo - Non riesco a resistere alla tentazione di esternare alcune considerazioni in merito alla sortita dell’amico Severo Bruno su Tusciaweb.

Premessa scontata: liberissima una testata autorevole come quella diretta da Carlo Galeotti di scegliere di dare spazio come e a chi la redazione ritenga più opportuno, la mia non è una polemica, tanto meno nei confronti di Tusciaweb, ci mancherebbe.

Anche se mi risulta complicato capire se quando Severo Bruno scrive lo faccia in veste di “semplice” opinionista o di membro della direzione provinciale del Pd.

Non riesco inoltre a capire perché per l’ennesima volta, considerazioni rispettabili e che vogliono – mi auguro - essere un contributo soprattutto al dibattito interno ai democratici viterbesi debbano finire sui giornali.

Francamente mi risulta complicato capire come mai questi appunti non vengano discussi nelle normali sedi di confronto democratico interno.

Mi lascia invece perplesso l'affermazione per cui si attribuisce scarso significato alla manifestazione di sabato 18 ottobre. Per quanto nessuno di noi sia esperto di sondaggi e modalità di consultazione dei cittadini, considero la prima uscita pubblica del Pd viterbese dopo l’elezione del nuovo coordinatore comunale una cosa molto positiva.

Prima di tutto perché siamo tornati dove siamo nati: in piazza. E mi preoccupa che chi viene da esperienze di società civile non organizzata in partiti – e orgogliosamente lo ricordi ad ogni occasione - non apprezzi questo sforzo.

Come mi preoccupa che venga così facilmente svilito il lavoro di amici, compagni, iscritti, dirigenti e consiglieri comunali che –sottraendo tra l’altro spazio ai propri personali impegni- hanno deciso di fare una delle cose che l’amministrazione di centrodestra a Viterbo non fa più da anni: ascoltare e dare voce ai viterbesi e per farlo hanno montato e smontato gazebo, garantendo una presenza costante nell’intera giornata di sabato 18.

Non voglio entrare nel merito delle opinioni su via Marconi. E’ il principio che conta.

Credo sia estremamente apprezzabile il tentativo – su questo spero ci sia condivisione- di tastare il polso, certamente non in modo scientificamente ineccepibile, dei nostri concittadini.

E affermare di dare scarso significato a questa forma di consultazione svilisce anche quei tanti che il questionario lo hanno riempito e riconsegnato.

Altre dovrebbero essere le nostre riflessioni, come quella, ad esempio, che anche su un tema così specifico, ogni qual volta ci rivolgiamo ai cittadini, loro rispondono.

Penso agli 11324 cittadini che hanno votato per il Pd alle elezioni di aprile, agli oltre 3000 partecipanti alle primarie di febbraio. Sono numeri grandi, significativi. E se c’è stata una pecca della classe dirigente viterbese è stata proprio quella di non ascoltarli, di non coinvolgerli.

Credo e spero che quella del 18 ottobre sia solo una delle tante occasioni in cui i democratici viterbesi finalmente dotati di segretario comunale possano incontrare i cittadini e i simpatizzanti del PD.

Così come per il futuro mi auguro che prevalga un’altra considerazione che reputo fondamentale per il nostro agire politico.

Con tutto il rispetto per chi ci ha preceduto, con tutta la considerazione delle idee precedentemente espresse e sostenute dalla classe politica del centrosinistra cittadino, è ora di cambiare modo di fare politica, di agire.

E’ anche ora – a mio modesto parere- di iniziare a pensare in modo diverso, ad elaborare risposte diverse alle esigenze diverse che oggi stanno attraversando la nostra città.

Abbiamo bisogno di un approccio diverso, una metodologia diversa, senza voler buttare a mare quanto di buono fatto dal centrosinistra finora a Viterbo e tenendo nella dovuta considerazione la giustezza delle nostre proposte politiche di qualche anno fa, ma dobbiamo essere in grado di mettere in discussione noi stessi, sempre.

Anche perché, finora, da 10 anni a questa parte, chiuderci nelle stanze e darci reciprocamente ragione, fino a convincerci di essere noi i depositari della “ragione” sempre e comunque, senza fare lo sforzo di ascoltare cosa pensano davvero i viterbesi, non è stato particolarmente apprezzato dagli elettori.

Francesco Ciprini (Pd)


La ringrazio per averci concesso la libertà di far scrivere sul nostro giornale chi vogliamo. Di questi tempi questo ci rassicura.

Anche se - tanto per farle il verso - non comprendo la sua "premessa scontata".

Come dire: quando si esplicita una premessa scontata significa evidentemente il contrario. E cioè che per chi scrive la premessa non è per nulla scontata.

E proprio per questo voglio toglierla dal dubbio emblematico che la attanaglia.

Non voglio che passi le nottate a capire "se quando Severo Bruno scrive lo faccia in veste di “semplice” opinionista o di membro della direzione provinciale del Pd".

Per quanto mi riguarda non ho avuto mai dubbi sul fatto che Bruno quando scrive sul nostro giornale non lo faccia in realtà né come "semplice" opinionista, né come membro della direzione del Pd.

Bruno, con tutta evidenza, scrive semplicemente da uomo libero. Razza ormai rara.

Ma temo che per lei questo concetto sia del tutto indecifrabile e oscuro.

Cordialmente

Carlo Galeotti

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