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- Consegnati questa mattina i diplomi ai partecipanti del primo corso per “Operatore teatrale nel sociale”, organizzato dall’assessorato alla Formazione professionale della Provincia di Viterbo in collaborazione con il Cut. Tredici in totale i diplomati che hanno ricevuto l’attestato e la qualifica riconosciuta anche dell’Unione europea.
All’iniziativa era presente l’assessore Giuseppe Picchiarelli, il direttore del centro di formazione di Viterbo Luca Crocoli e il presidente del Cut Aldo Milea.
“Ringrazio il Cut e in particolare Aldo Milea – dice Picchiarelli - per aver creduto con caparbietà in questo progetto. Spesso si concepisce la formazione esclusivamente ai fini occupazionali, è giusto ma non c’è solo questo. La formazione, e questo corso ne è l’esempio, è anche ricerca culturale, motore trainante per volere di più, rendere migliori le generazioni. Ecco, con questo progetto abbiamo tentato di trasferire questo messaggio che poi è lo stesso che in queste ore gli studenti portano in piazza. Si tratta di un fabbisogno di cultura”.
Il corso per operatori teatrali nel sociale è partito due anni e mezzo fa. “Oggi si realizza un sogno – continua Milea – siamo partiti in sedici e per strada ne abbiamo persi pochi. Segno che il lavoro è andato avanti bene. Raccogliamo i frutti di un percorso che da individuale è diventato collettivo. Il nostro obiettivo era quello di mettere l’arte al servizio dì, e credo che ci siamo riusciti”.
Soddisfatto ancora Luca Crocoli, direttore del centro di formazione di Viterbo.
Prima di consegnare l’agognato attesto l’assessore Picchiarelli ha voluto sottolineare alcuni aspetti. “Siete diventati dei costruttori di felicità – conclude – portate l’arte e il sorriso a chi ne ha più bisogno. Oggi per voi però non finisce un percorso ma ne inizia un altro dove dovrete mettere a frutto le conosce acquisite. Noi intanto cercheremo di continuare con la formazione per incentivare questo vostro lavoro. La maggior parte di coi infatti ha già trovato un impiego in questo settore fatto principalmente di solidarietà e accoglienza e specializzarvi ancora di più è segno di passione per quel che fate”.
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