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- Seconda di campionato e prima gara in casa per la giovane formazione di “Patron” Carlo Serpieri che ha rinnovato e rinforzato la squadra puntando molto sui giovani, affiancati da alcuni elementi di provata esperienza pallavolistica. Formazione quindi ibrida ed indovinata; l’inizio di una bella avventura; una sfida già accettata ancor prima di iniziare da un collettivo molto motivato e coeso.
Energia da tutti i pori ieri al Palavolley del Murialdo, tribune piene come si deve, ragazzi amici, dentro e fuori dal campo, che in parte si conoscevano, e che sanno quello che vogliono per le rispettive squadre.
Il Ladispoli non è una formazione da prendere con leggerezza, hanno i numeri per fare bene e sono venuti per i tre punti in palio. Mille domande mille pensieri e qualche dubbio, pochi a dire il vero, per la giovane coach Gloria Di Marco alla prova della guida e della responsabilità, in prima persona, della formazione viterbese.
Stefano Battisti chiamato, ad impegni lavorativi che non gli lasciano più lo spazio necessario per guidare il Tuscia Volley, ha dovuto lasciare lo scranno, seppure a malincuore ma con tanta fiducia, alla sua giovane collega Gloria, con cui l’anno scorso ha svolto un ottimo e proficuo lavoro.
Stefano non ha mancato di presenziare tra il pubblico e di seguire con trepidazione ed interesse la partita di questa prima domenica sera davvero bella e calorosissima. Una prova importante, quasi un esame, ma nessuna si sentiva solo e tutti gli occhi erano per i “Black Eagles” di casa. Neanche il tempo di respirare e magicamente è stato un susseguirsi di emozioni vere, troppo intense da dirsi a volte , ma bellissime. Un combattimento alla pari, tutti fanno quel che possono e lo fanno bene da entrambe le parti.
C’è voluto un 28-26 per dare ragione ai viterbesi. Il pubblico si è messo comodo, ha capito subito che ci sarebbe stato da divertirsi da lì alla fine del mach. Cosa volete che sia? E’ la pallavolo dei giovani , di coloro che sanno sudarsi le soddisfazioni, gente che non molla, di quelle che vengono da una parte del Lazio dove la lotta ce l’hanno nel sangue. Così è stato.
Il Ladispoli non si doma e non ci sta, sa che il martello di casa, Domenico Cereti, non fa sconti e ha il braccio in fregola oltre che la mente molto aguzza. Muro ad opzione dunque su di lui e un libero in grande spolvero sulla diagonale corta per il Ladispoli a parare la valanga. Ha funzionato ed il 2° set s’è sviluppato in maniera più equilibrata con lo sprint finale degli ospiti che hanno chiuso il 25 concedendo 21.
Coach Di Marco non perde il filo della partita e appronta le opportune modifiche sul palleggio e qualche soluzione d’attacco, lievemente più sbilanciato al centro. Equilibrio e tanto agonismo hanno caratterizzato il 3° set, ma c’era da spingere ancora tanto, da giocare palla su palla, poiché nessuno avrebbe mollato, giocare non bastava, c’era da morire un po’ e lo si è fatto. Il pubblico in brodo di giuggiole ha gradito lo spettacolo, seguito e appoggiato le sue giovani aquile con ardore e partecipazione, tanto da provocare una reazione antisportiva e maleducata da parte di un giocatore ladispolano, che si è rivolto alla tribuna alzando il dito medio, ottenendo, di fatto, sia la sanzione dell’espulsione che la reazione ancor più rumorosa dei tifosi.
Un 29 a 27 per i padroni di casa a sottolineare il carattere e la voglia di vincere di questa nuova formazione che ha voluto con tutta l’anima regalare ai suoi tifosi, al Presidentee alla giovane coach una vittoria di set combattuta e divertente. Sul punteggio di 2 a 1 per gli atleti di casa, la partita è diventata una salita ripidissima per il Ladispoli.
90 minuti sulle gambe sono duri per tutti, ma il Tuscia Volley c’era, sebbene un po’ meno in ricezione, in difesa ha fatto un gran lavoro vanificando la grande pressione su tutte le diagonali d’attacco degli avversari, con grande padronanza e tecnica difensiva, che ha messo in risalto anche le doti individuali del giovanissimo Alessandro Sorgente, che su questa strada vedrà di certo coronare la sua progressione, con la convocazione nella prestigiosa selezione CQR del Lazio.
Dicevamo del 4° set: una battaglia a suon di “merle” una dietro l’altra; un dialogo, quasi un fraseggio, tra il martello del Tuscia ed il libero ladispolano che sulla diagonale corta spesso accendeva il semaforo rosso. C’è voluto il polso e la testa di un grande Domenico Cereti, a trascinare il modulo viterbese alla vittoria, punto su punto fino a dilagare. 25 a 17 senza se e senza ma.
Un Ladispoli battagliero e fiero, indomito anche se stanco sul finale, forse rassegnato dalla granitica consistenza del gioco dei ragazzi di casa che non hanno regalato più nulla, con gli occhi fissi solo sul traguardo degli ultimi 25 punti. Vittoria meritata e tre bei punti per iniziare, per dirci che Viterbo ha una bella squadra, diretta con autorevolezza e tenacia da coach Gloria Di Marco, che darà tanta soddisfazione ai suoi tifosi, in quella che ci auguriamo sia una stagione di affermazioni e di successi. Per ora punteggio pieno a quota sei.
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