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Viterbo - Lettere - Scrive Maria Caprasecca
"Piscine Carletti, stesso scandalo del Bullicame?"
Viterbo - 25 ottobre 2008 - ore 18,30

Riceviamo e pubblichiamo - Ora la domanda che echeggia con insistenza nell’ugola è: perché si cerca spudoratamente di offendere le intelligenze, usando termini addolcenti per far passare un progetto, atto a migliorare l’ambiente termale delle Piscine Carletti, come un atto dovuto e gratuito all’utenza viterbese?

Si parla di riqualificazione della zona termale suddetta per evitarne l’abbandono, ma qualcuno avrebbe il coraggio d’illustrare lo stato di totale abbandono e degrado ambientale in cui si trova il Bulicame, dopo aver operato a suo danno, dei lavori inutili chiamati "bonifica"?

E’ questa la trasparenza di cui parla il consigliere comunale del Pdl Andrea Marcosano?

Il progetto di gestione di cui parla nel suo articolo, suona in questo momento ridondante e anche subdolo.

Per quale arcano motivo non gli è stato dato seguito?

Comune, Provincia, orto botanico: a chi dei tre era stato dato l’incarico di “bonificare” il sito termale?

Non sarà, per caso, che dopo aver operato quel disastro, speso denaro pubblico (parliamo del 2000 anno del Giubileo), nessuno avrebbe manifestato interesse ad assumersi l’onere dell’impegno gestionale anche dietro rilascio di licenze per l’insediamento a pagamento di chioschi, baretti, sdraie e ombrelloni in quanto il sito era ormai privo della materia prima e cioè dell’acqua?

Sono passati 8 anni da allora e adesso si vuole riproporre lo stesso scandalo?

Si parla di riesumazione di vecchi progetti, di idee conservate in naftalina ma mai nessuno che abbia il coraggio di rispondere al perché non si è fatto niente e perché solo dopo tutti questi anni, si sono risvegliati gli animi naturalisti.

Non sembra un po’ un controsenso, dal momento che da una parte ci si affanna per stravolgere la dimensione umana della vita che ancora è patrimonio di questa città con un aeroporto inutile viste le caratteristiche della città stessa e della sua ubicazione rispetto a Roma (un po’ come gli aeroporti secondari delle grandi città europee), e dall’altra si ventila la salvaguardia dell’ambiente termale, progettando però un futuro traffico aereo che sorvolerà continuamente la zona?

Se Viterbo fosse in grado di scrivere la propria biografia, credo che evidenzierebbe le cicatrici indelebili nel profondo che agenti esterni, le hanno procurato e continueranno a procurarle inutilmente.

Il problema sicurezza registrato nell’area termale, è lo stesso in cui la società tutta da tempo è afflitta: c’è qualcuno in questo caso che cerca di studiare di concerto con chi tutti i giorni deve fare i conti con la propria autotutela per non passare da vittima a carnefice, una soluzione consona all’esigenza umana per una migliore “sopravvivenza”?

Non voglio dire con questo che il problema vada sottovalutato, ma la sicurezza alle “Piscine Carletti”, si potrebbe affrontare sempre tenendo conto che è area di competenza comunale, con l’insediamento di lampioni per l’illuminazione notturna e con il controllo dei vigili urbani durante il giorno.

Le soluzioni ci sarebbero anche senza sconvolgere l’attuale stato delle cose: basterebbe saperle e volerle individuare, e per una volta, “ascoltare” il desiderio delle cosiddette minoranze.

Ogni sito termale di Viterbo ha la sua utenza e lo dimostra anche la petizione popolare sottoscritta da chi, come me, vorrebbe che almeno per una volta, si lasciasse un’area libera da tutto ciò che è agevolmente consumistico dove trascorrere il proprio tempo libero, in tranquillità, tra amici, turisti amanti dello” stato brado”, viandanti e stanziali senza nessuna chiave d’accesso per la libertà.

Maria Caprasecca
A nome dei volontari delle Piscine Carletti

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