Riceviamo e pubblichiamo - A circa un mese dalla crisi apertasi in seno all’amministrazione comunale e alla maggioranza del Quadrifoglio che la sostiene, intendo anch’io dire la mia circa le alterne vicende che hanno portato alle mie dimissioni da assessore comunale e a questa lunga fase di crisi risoltasi a mio avviso con un nulla di fatto tra le due parti, partito della Rifondazione Comunista da una e maggioranza del Quadrifoglio dall’altra.
Parto stranamente da un dato personale: è stato un periodo assai particolare per me, duro ma al tempo stesso ricco di felicità per le vicende che mi sono occorse.
Solo dalla gioia conseguente il mio matrimonio, infatti, ho avuto la forza di resistere alle voci, agli sgarbi ed alle stranezze che il gioco della politica porta con sé.
Una crisi aperta durante la fase più dolce della mia vita, una crisi a cui ho assistito da lontano, dal viaggio di nozze, con l’intima speranza che tutto si risolvesse. Ho consegnato le deleghe da assessore al sindaco Primieri solo per spirito di partito, con la testa ero altrove e nel farlo non immaginavo che i fatti, gli screzi, le mezze verità e le incomprensioni avrebbero preso il sopravvento sulle persone e sulla loro coscienza. Tornato dal mio viaggio di nozze ho realizzato che la crisi era ancora in corso, che le speranze di rimettere tutto in carreggiata erano vane. Questi ultimi dieci giorni sono stati un susseguirsi di riunioni, incontri, telefonate.
Il partito in cui ho avuto l’onore di militare e che mi ha dato l’opportunità di questa splendida esperienza da amministratore, non ha inteso rientrare in amministrazione e la cosa che oggi ancora non capisco è la motivazione sottesa a questa scelta rispettabilissima, ma a mio avviso scellerata nei modi e nei tempi.
Per i motivi che in varie occasioni ho manifestato alle riunioni di circolo ho personalmente presentato al segretario, il mio amico Sergio Peciarolo, le dimissioni dal partito, dimissioni che ora ufficializzo e per le quali nutro profonda tristezza e delusione. Nel mio animo sono di Rifondazione e spero che il tempo mi riavvicini al partito con cui ho lottato per 5 anni con spirito di servizio, tra vittorie e delusioni, dando la mia totale disponibilità.
I risultati dell’amministrazione del Quadrifoglio sono apprezzati dalla collettività, c’è un sentimento comune di appoggio alla giunta in cui sedevo, le opere (e non mi riferisco ai soli Lavori Pubblici) sono sotto gli occhi di tutti.
E in più c’è quello che individualmente rivendico come mio, ciò che ho avuto il piacere di fare in questi 4 anni e poco più per prestigio non solo personale, ma anche del mio partito e dell’amministrazione in cui il mio partito con orgoglio abitava: anziani, giovani, famiglie e minori, ma anche stranieri, associazioni, sindacati; con il mio assessorato ho provato a fare in modo che tutti potessero sentirsi protagonisti della vita di questo paese che tutti amiamo e che troppo spesso disprezziamo.
Ero e sono convinto di averlo fatto bene, pur con le difficoltà che più volte ho rinfacciato a partito e giunta, quelle cioè di non avere una struttura adeguata all’interno degli uffici e di aver troppo spesso accentrato questo mio operato. E la sensazione che oggi provo è quella di un lavoro incompiuto, da portare a termine con spirito civico e con la stessa abnegazione di sempre. Mi dispiace pensare che per la “politica” abbiano a rimetterci i Centri di aggregazione sociale, i ragazzi che si stanno organizzando per le elezioni del Consiglio Comunale a loro dedicato, gli Asili Nido, i Festival e le occasioni culturali che insieme al caro assessore Bernardini abbiamo ideato e realizzato, le associazioni operanti nel sociale e tutti quei casi sociali che solo io fra gli amministratori ho avuto l’onore e l’onere di conoscere ed affrontare.
E’ per questo che comunico al sindaco Primieri la mia disponibilità a continuare il lavoro iniziato nelle deleghe che nel 2004 ha avuto la volontà di affidarmi.
Con questa mia scelta sono pronto a tutte le critiche; mi si obietterà che lo faccio per la poltrona o per lo stipendio, per interesse e senza dignità. Ma ad oggi intendo solo ribadire che non ho ambizioni di nessun genere, né economiche né di potere, vorrei solo portare a termine quelle iniziative che sono nel programma del Quadrifoglio e che Rifondazione ha sempre avallato.
Che le critiche provengano da quelli che fino ad oggi sono stati avversari politici del Quadrifoglio e Rifondazione Comunista è più che ovvio (ed una di queste critiche ha addirittura anticipato se non stimolato ciò che sto decidendo con questa lettera). Spero solo che possa continuare a sentire la vicinanza sia dell’unico partito in cui ho militato in vita mia, sia della lista che ancora amministra Orte.
La scelta del partito di RC di appoggiare esternamente questa amministrazione sicuramente è un passo che ho apprezzato, che tende con responsabilità a ricucire quel rapporto di fedeltà gravemente e reciprocamente lesionato. Chiedo allora al partito da cui sono uscito di appoggiare anche me, il mio operato fino alla fine di questa legislatura, senza rancori.
Non intendo creare un altro gruppo politico in seno al Quadrifoglio, non ho né lo spirito né il desiderio di farlo. Intendo, come indipendente, portare a termine quello che ho iniziato per non rinnegare ciò che ho fatto e per continuare a guardare in faccia tutti quelli che nel mio impegno hanno creduto. La mia provenienza politica di sinistra resta la stessa, è quella provenienza che mi ha sempre spinto ad avere estrema attenzione per il sociale, per le categorie più deboli, gli anziani, le donne in difficoltà, i minori e gli stranieri.
Nel 2004 Rifondazione è stata spinta dagli elettori a governare in questa maggioranza, io continuo dunque a svolgere quello che i cittadini hanno chiesto, convinto di avere ancora il loro appoggio. Non ho motivi convincenti né elementi per fare il contrario.
Spero infine che, vista la situazione attuale delle forze politiche in campo, nel prossimo futuro ci sia l’opportunità di spiegarsi definitivamente e ritornare a camminare su un percorso unitario che, in questi ultimi 4 anni, ha portato Orte a migliorarsi grazie al contributo di Rifondazione Comunista e Quadrifoglio.
Angelo Ciocchetti
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