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Viterbo - Gabriele Pillon elenca le possibili proposte
Aeroporto, "serve un raccordo ferroviario"
Viterbo - 24 ottobre 2008 - ore 17,30

Riceviamo e pubblichiamo - Il comitato per la riapertura della ferrovia Civitavecchia Capranica Orte, per contribuire al dibattito in corso rispetto i problemi delle infrastrutture viterbesi anche a servizio del Porto di Civitavecchia e del costruendo Aeroporto di Viterbo, sottopone all’attenzione pubblica alcune proposte.

Rispetto l’Aeroporto si ritiene necessaria la costruzione di un raccordo ferroviario dall’aeroporto alla stazione Fs di Viterbo Porta Fiorentina. Infatti la stazione aeroportuale si troverà a circa 4 Km da Viterbo.

Fatta questa piccola premessa, passiamo ora alle ipotesi di collegamenti che sono stati ipotizzati.

1) VIA ORTE
Questa ipotesi prevede di collegare in autobus via superstrada o in treno via Attigliano l'aeroporto con la stazione di Orte. I propugnatori di questa soluzione asseriscono che i tempi di percorrenza da Orte a Roma via Direttissima sarebbero concorrenziali.

Dimenticano però due cose fondamentali:
a) la rottura di carico, se venisse scelta l'opzione autobus non è certo comoda: nessuno prenderebbe un autobus con dei bagagli per poi doverli ricaricare su di un treno o viceversa.

b) Ma oltre a ciò, e ben più importante è che la Direttissima non prevede frequenze accettabili e lo sarà ancor di più dal 2009 quando con l'alta velocità operativa tra Roma e Milano, la Roma-Orte sarà destinata esclusivamente ai redditizi Eurostar. E’ chiaro che questa linea sarà satura e alle ferrovie nessuno pensera’ di sacrificare un Tav in favore di un regionale.

Già oggi i pendolari di Terni, Orte, Orvieto, Perugia, Ancona paventano il concreto rischio di avere i loro treni deviati sulla linea lenta, con un aumento considerevole dei tempi di percorrenza.

Come sarà possibile allora inserire nuovi treni (almeno due/ ora)per l'aeroporto via Orte? E’ impossibile e impensabile!

2) VIA CAPRANICA CESANO

Sulla carta è la soluzione più immediata, ma anche qui i problemi non mancano.
Quando nel 1998 in vista del Giubileo si decise di raddoppiare la tratta da Roma a Cesano, il comune di Roma giustamente pensò ai propri interessi e ai propri pendolari. Quindi la tratta venne realizzata come una linea con caratteristiche di metropolitana, senza binari di precedenza.

Conseguenza di ciò, è stato che i treni da Viterbo non possono sorpassare da Cesano fino a Roma Ostiense i treni del servizio urbano, non essendoci la possibilità materiale di separare il traffico urbano di Roma da quello regionale.
Morale conclusiva è che i tempi di percorrenza da Viterbo sono assurdi (Un'ora e 40 minuti) e non possono essere certamente migliorati con l’ipotesi di raddoppio nel tratto fuori Roma.

Infatti il collo di bottiglia è nella tratta urbana da Cesano a Roma e il raddoppio della tratta da Viterbo a Cesano, anche se auspicabile, non ridurrebbe i tempi di percorrenza, in quanto il problema non e’ nel tratto a binario unico che attualmente supporta 34 treni al giorno. E’ assodato che un binario unico prima di saturarsi deve superare la soglia dei 70 treni al giorno e qui siamo ampiamente sotto.

Più concreta potrebbe essere l’ipotesi del quadruplicamento, ovviamente nel tratto urbano di Roma, ma e’ un’ipotesi poco realistica, dal punto di vista tecnico, in quanto ci sono molti km incassati sotto il livello di piano terreno e l’unica soluzione possibile e’ due binari su due quote livello separate ma occorrerebbero centinaia di milioni di euro.

3) VIA CIVITACASTELLANA ( Ex Roma nord)-

Questa ipotesi di collegamento con Roma attraverso la linea ex Roma nord, ora Me.Tro., presenta enormi difficoltà . Questa linea ha raggi di curvatura delle curve di 100 m, ove in ambito ferroviario delle linee FS non si scende, se non per rarissime eccezioni sotto i 300 m di curvatura! Questa linea e’ completamente fuori standard, la conseguenza e’ che la velocità max dei treni è di circa 60 km/ h, con tempi di percorrenza di due ore e quaranta minuti tra Roma e Viterbo.
Per rendere accettabili i tempi di percorrenza bisognerebbe semplicemente costruirla ex novo, con ponti, gallerie, viadotti stile direttissima Roma Firenze tanto per fare un esempio. Il costo? Dai 400 milioni di euro in su!

4)VIA CAPRANICA CIVITAVECCHIA

Collegare Roma con l'aeroporto di Viterbo utilizzando la tratta Capranica Civitavecchia e da Civitavecchia proseguire poi per Roma riteniamo sia una ipotesi da approfondire seriamente.

Naturalmente occorrerà mettere il binario tra Capranica e Cvitavecchia, completando l'opera di ricostruzione, con costi irrisori, alla portata della Regione Lazio, circa 80 milioni di euro.

La Roma Civitavecchia è a doppio binario e presenta buone caratteristiche di velocità (160 km/ h ). E' ben lungi da avere problemi di saturazione e gli eventuali due treni / ora per l'aeroporto non avrebbero nessuna difficoltà ad inserirsi. Collegherebbe l'aeroporto di Viterbo con un Porto in forte dinamismo e principale terminal croceristico del Mediteraneo: sono evidenti le sinergie. Collegherebbe inoltre, secondo questa ipotesi, le principali città dell' alto Lazio che svolgono un ruolo complementare e che ora non sono per niente collegate.

Sarebbe facile pertanto organizzare dei treni Viterbo Capranica Civitavecchia e poi fino a Roma Termini, senza difficoltà, unendo bacini di traffico potenzialmente enormi.

Inoltre tale soluzione ha un altro vantaggio e non di poco conto, in quanto permetterebbe il collegamento diretto via ferrovia del network aeroportuale Fiumicino-Viterbo gestito da ADR. Infatti le due linee si toccano a PonteGaleria e con l’adeguamento di 300 metri di tratta possono essere messe in condizioni fin da subito di operare!

Questa novita’ tecnica permetterà ad ADR, al Porto di Civitavecchia e alle altre piastre logistiche, come per esempio Orte-Terni , di trovare in modo rapido la soluzione piu’ economica di viaggio per le merci da spedire. Stesso discorso vale per i passeggeri: e’ chiaro che Civitavecchia ne beneficerebbe fin da subito, ma anche Fiumicino potrà interfacciarsi meglio con voli low-cost europei (Viterbo) e voli intercontinentali del proprio scalo, con questa soluzione si offre ad ADR l’opportunita’ di un surplus opzionale ai propri clienti e non solo infatti si aprirebbero per l’azienda probabili risparmi gestionali per operare sui due scali, basti pensare ad uno su tutti, il jetfuel!

In sostanza e’ vero che sulla carta gli aeroporti di Viterbo e Fiumicino sono un network, ma se non si interconnettono via ferrovia con la soluzione vantaggiosa Civitavecchia-Capranica-Viterbo rimangono monchi.

In definitiva, vogliamo sottolineare la centralita’ della soluzione ferroviaria Orte-Capranica-Civitavecchia non solo come collegamento Tirreno-Adriatico, ma anche come valido collegamento nord-sud, Aeroporto di Viterbo con il porto di Civitavecchia, con l’aeroporto di Fiumicino e con Roma.

Rimarchiamo come un aeroporto senza collegamenti ferroviari adeguati con la capitale, rischierebbe di non raggiungere target adeguati di traffico e quindi la logistica ferroviaria dovra’ essere riprogettata in modo di ottenere il massimo risultato, spendendo il meno possibile.

Gabriele Pillon
Il presidente del Comitato

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