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Viterbo - Riuniti in Comune big nazionali ed europei
L'aeroporto s'ha da fare
di Giuseppe Ferlicca
Viterbo - 24 ottobre 2008 - ore 16,30

Tajani, Marini e Bartoletti durante la conferenza stampa
Il sindaco con Riggio dell'Enac
- Cambia l’ambientazione, ma la regia è la stessa. Ieri a Roma, oggi a Viterbo, per ribadire lo stesso copione. L’aeroporto s’ha da fare.

A sostenerlo in Comune non solo rappresentanti locali, ma i massimi esponenti tra gli enti coinvolti nella realizzazione dell’infrastruttura. Se ieri c’era il ministro Matteoli, oggi è toccato ad Antonio Tajani, vice presidente della Commissione Europea e commissario ai Trasporti.

Prima la visita alla pista, poi in Comune a spianare la strada per il nuovo scalo. Indicando l’apporto che l’Europa può dare in fase di progettazione.

“Esistono progetti – spiega Tajani – come il Marco Polo, per i trasporti intermodali, i collegamenti”. Perché il nodo sullo scalo viterbese è uno. Senza treni non si vola. Servono le infrastrutture. Lo ha ribadito a palazzo dei Priori anche il presidente dell’Enac Vito Riggio.

“Non è possibile costruire una nuova Malpensa – osserva – credo che ci vorranno quattro anni per realizzare l’opera. In questo frangente di tempo si dovrà mettere mano alle infrastrutture. Quando lo scalo sarà pronto, ci dovrà già essere il trenino dentro, che porti i passeggeri a Roma al massimo in un’ora e dieci. Il nostro modello è Barracas a Madrid, dove tutto è stato predisposto in tempo per la sua apertura”.

Punto su cui concorda anche Nadio Di Rienzo dell’Enav. E se per l’aeroporto, non è pensabile che sia lo Stato a finanziarlo, ma direttamente l’Adr con propri fondi, restano da trovare i soldi per le infrastrutture. Al momento non sembrano esserci.

“Ma siamo ancora in una fase embrionale – precisa Tajani – a tempo debito, sarà il ministero a predisporre una legge obiettivo per l’aeroporto”.

Altrimenti: “Se i soldi non ci saranno – dice Riggio – l’aeroporto non si farà”. Ipotesi in conferenza stampa, nemmeno presa in considerazione. Anzi, per il direttore del traffico aereo Comunità Europea, lo spagnolo Daniel Cajeca, Viterbo soddisfa appieno le priorità richieste dall’Ue, su sviluppo sostenibile e sicurezza.

“Nei prossimi venti anni – osserva – si prevede un incremento dei passeggeri pari al 250% ed è possibile accedere a fondi per il cinquanta per cento per gli studi di fattibilità”.

Ma una volta concluso, chi ci atterrerà? Ryan Air continua a dire che a spostarsi da Ciampino non ci pensa.

“Non c’è solo la compagnia irlandese – precisa Vito Riggio – vedremo in futuro quali saranno le posizioni. Si sta progettando il secondo scalo di Roma, strategico per un intero territorio e seppure viviamo un momento di difficoltà economica, non possiamo fermarci”.

Alla conferenza stampa, erano presenti anche il sindaco Marini, l’assessore provinciale Trappolini, il collega comunale Bartoletti, il presidente della Camera di Commercio Palombella, il dirigente Adr Franco Giudice e il direttore generale Enac Silvano Manera.

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