- “Io credo nel Pd. Ho lavorato perché nascesse il Pd. Lavoro perché il Pd abbia radici solide nel territorio”.
Ugo Sposetti, deputato del Partito democratico, torna a illustrare lo spirito delle iniziative messe in calendario per le prossime settimane a Viterbo, dopo che sulla stampa sono apparse letture forzate degli incontri, che li vorrebbero come espressione di una corrente interna al partito, e non come strumento per rilanciare l'attività del Pd e il ruolo di una politica vicina ai cittadini.
“Una serie di appuntamenti – sostiene Sposetti - organizzati perché come parlamentare voglio svolgere al meglio il mio compito, in un rapporto stretto con gli elettori e con il territorio.
Sono stato un protagonista della costruzione del Partito democratico. Un partito che non è di un gruppo dirigente, non è di un numero ristretto di persone, è invece di tante donne e di tanti uomini che in questi anni hanno lavorato duro per raggiungere questo obiettivo”.
“I milioni di italiani – continua il deputato – che il 14 ottobre del 2007 hanno scelto di votare alle primarie lo hanno fatto perché hanno creduto a un progetto. Un progetto annunciato da Veltroni al Lingotto di Torino, che considero ancora valido e che voglio rilanciare organizzando iniziative sul territorio”.
“Non si tratta – ribadisce – di una parte del Pd. Anzi, sono io che mi sento parte del Pd. E sicuramente il Pd è anche mio. E' per ciò che cerco di produrre questi appuntamenti. Un impegno per il mio partito, come ho fatto nelle scorse settimane mettendo a disposizione il camper che ha girato per i comuni della provincia, in vista della manifestazione del 25 ottobre. Ora, queste iniziative.
Inizieremo martedì 2 dicembre alle 17 nella sala conferenze della Provincia con il deputato Gianni Cuperlo. Il tema del confronto sarà “A un anno dalle primarie. E ora costruiamo il Pd”. Continueremo il 16 dicembre con Matteo Colaninno e “Le proposte del Pd per l’economia”.
Non si può certo dire che il ministro ombra per lo Sviluppo economico sia una figura di parte, tanto meno un dalemiano.
Per proseguire a gennaio con il deputato Donatella Ferranti per parlare degli aspetti principali della riforma della Giustizia. E non mi risulta che l’onorevole Ferranti, già un ottimo magistrato e ora capogruppo del Pd alla Commissione Giustizia, sia catalogabile in qualche casella correntizia”.
“Non credo, comunque, che le sciocchezze scritte a proposito di questi appuntamenti possano essere uscite davvero da via Cardarelli, la sede del mio partito. Perché io – conclude - credo nel Pd”.