:::::    
Logo TusciaWeb
Archivi | Mailing | Contatti | Primo | Provincia | Civitavecchia | Lazio | Sport | Flash | Forum |Dossier | TusciawebTV | Velina | Nonsololibri
     
   
Viterbo - Bolsena
Santina Muzi racconta il suo viaggio nello Zimbawe
Viterbo - 29 novembre 2008 - ore 12,35

- E’ stato presentato nei giorni scorsi presso l’auditorium comunale di Bolsena “Ikhiwa in Zimbabwe e ritorno”, diario di viaggio della scrittrice orvietana Santina Muzi, edito da “Le Brumaie”.

L’incontro, presieduto dall’assessore al turismo del Comune di Bolsena Roberto Basili, dal segretario comunale Pier Luigi Leoni e da Dante Freddi direttore del giornale on line “Orvietosì”, ha coinvolto un discreto numero di presenze.

L’assessore Basili ai saluti dell’amministrazione comunale ha aggiunto l’apprezzamento per i contenuti del libro e ha ringraziato l’autrice che ha saputo cogliere quella che è la realtà nello Zimbabwe, riuscendo a far capire quello che la gente passa e come vive.

"Il libro - ha commentato Pier Luigi Leoni - è composto da una serie di annotazioni, di mail e frasi puntuali. In questa composizione fatta di punti cromatici, traspare l’amore di una madre che si preoccupa del destino della figlia che lavora in un Paese allo sfascio. L’amore materno e la curiosità sono le molle che la spingono ad affrontare il viaggio.

Quello che emerge dal libro è l’umanità, la sensibilità e la disponibilità a fare qualcosa.

Tutto questo viene manifestato nel libro senza alcuna retorica. Non ci sono discorsi politici, nè di carattere economico, non c’è moralismo ma sensibilità. Si vede e si sente che è sensibile alla realtà".

La commozione ad un certo punto è stata generale. Lo stesso relatore si è dovuto interrompere. E’ successo nel corso della lettura relativa alla donna malata di aids stesa davanti al centro commerciale di Hwange.

"In tanta miseria - ha ripreso Leoni - in tanta disperazione, tra le morti e la desolazione c’è chi gode della situazione".

E i bambini? Vanno a scuola e lo fanno volentieri. Hanno per lo meno un pasto assicurato, ma qualcosa è cambiato.

Ne ha parlato Dante Freddi nel presentare “Istruzione è vita”, l’iniziativa che Santina Muzi ha intrapreso insieme a lui, una volta tornata dallo Zimbabwe.

Nell’apprendere che molti di quei bambini non erano rientrati a scuola perché non avevano i mezzi per pagare le tasse scolastiche, Santina si è rivolta a Dante e insieme hanno deciso di promuovere una raccolta fondi per aiutare i ragazzi a frequentare la scuola.

Nel libro si parla dello Zimbabwe come di un Paese ricco di storia 'il Great Zimbabwe', ricordo di un passato ricco e glorioso, quando la città controllava la via dell’oro e dei commerci. Oggi non è altro che un insieme di rovine, tuttora maestose e suggestive.

Oggi il ”gioiello dell’Africa” da granaio dell’intero continente, da Svizzera dell’Africa, da Paese con le strade a tre corsie che attraversano la savana alberata è completamente allo sfascio.

"Lo Zimbabwe è la mia seconda patria" ha detto Ramona, la signora che Santina aveva incontrato in un supermercato di Bulawayo. L’autrice aveva intuito che anche Ramona era dovuta “fuggire” dal Paese e l’aveva fatta cercare a lungo a Bolsena finché non era ricorsa all’aiuto del segretario comunale che era riuscito nell’intento.

"Sono vissuta in Zimbabwe per quarantasette anni - dichiara Ramona - i miei figli sono nati lì. Era un giardino. Ora a vederlo ridotto così mi viene pena"

Le ragazze che l’accompagnano sono nate in Zimbabwe, sono zimbabwane a tutti gli effetti eppure, come Ramona, se ne sono dovute andare e ritornare ai luoghi da cui moltissimi anni fa erano partiti i genitori.

Copyright 2008 TusciaWeb - Chi siamo - pi: 01829050564