Riceviamo e pubblichiamo - Ho letto vari volantini dell’assessorato Ambiente relativo a una serie di convegni su “La bionergia: un’opportunità per le imprese e per il territorio”.
Ho pensato che, dopo l’ennesima brutta figura della giunta Mazzoli sul problema delle biomasse di Tuscania (è riuscita a totalizzare ben tre pronunciamenti contro: un vero e proprio record mondiale, anche per le parcelle legali e i danni che dovrà risarcire alla società di Tuscania), non è che finalmente abbiano cambiato idea e vogliano ammettere quello che la legge dichiara e incentiva ormai da diversi anni?
Macché! Ho letto più attentamente il programma del corso.
Subito dopo i saluti dell’assessore Piazzai, che magari ci darà conto sull’inevitabile aperitivo e buffet finale, che visto l’orario, è una vera e propria cena, ho scorto un tal Ferdinando Suraci, relatore sulle linee guida provinciali.
E' proprio lui, l’ingegnere dell’Enea, che scorazza per la provincia a decantare quelle linee guida che erano state approvate proprio per affossare qualsiasi progetto di centrale a biomasse.
Mi domando: esiste qualche rapporto di consulenza tra Provincia e il professionista in questione?
Se sì, è stato mai autorizzato dall’Enea ad assumere tale veste?
Se, no, chi lo paga?
E’ stato questo l’oggetto della prima interrogazione avanzata all’assessore Piazzai e al presidente Mazzoli. Ovviamente senza risposta.
E’ ormai noto a tutti (meno che all’assessorato ambiente della Provincia) che la Provincia è competente ai sensi della legge regionale 14/99 al rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di energie rinnovabili, ma non è competente alla approvazione delle linee guida.
Infatti sulla base del decreto legislativo 387/03 le linee guida sono nazionali e regionali e la Regione non ha mai delegato e non intende delegare tale potestà alle Province.
Con un recente atto, la Dgr n.517 del 2008, la Regione Lazio ha approvato le proprie e queste risultano in netto contrasto con quelle provinciali.
Inoltre in quella sede non ha previsto per le Province la potestà di prevedere misure più restrittive.
Dunque le linee guida provinciali, che la giunta Mazzoli va sbandierando per varie sedi provinciali per bocca dell’ingegner Suraci, come fossero la bibbia per chi vuole promuovere impianti di centrali a biomasse, sono palesemente nulle per incompetenza assoluta da parte della Provincia alla loro adozione, ai sensi della legge 241/90 art. 21 septies.
Si sta dunque creando in giro più confusione di quella che il duo Mazzoli-Piazzai ha in testa, che non è poca cosa.
Ho chiesto così di conoscere chi finanzia questi corsi e quanto questi costano all’erario, ovviamente acquisendo la copia delle relative determinazioni dirigenziali di spesa.
Ritualmente non ho avuto né risposta, né copia della documentazione oggetto della mia interrogazione.
Francesco Battistoni
Consigliere provinciale Forza Italia verso il Pdl