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Fabrizio Fersini, consigliere comunale Pd
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Riceviamo e pubblichiamo - Il 30 giugno, su iniziativa del sottoscritto Fabrizio Fersini, consigliere comunale Pd, il consiglio ha approvato le linee guida per l’istituzione della consulta per l’handicap.
Da quella data il Comune non ha fatto alcun atto concreto per dar seguito all’impegno preso.
Quindi a nome del gruppo del Pd, ho presentato oggi una mozione per spingere l’ente ad attivarsi al più presto, deliberando l’istituzione della consulta e demandando alla competente commissione consigliare lo studio del regolamento per stabilire, competenze, composizione e funzionamento della stessa.
Un provvedimento che ho sentito come un atto d’amore verso tutte le associazioni che operano in questo delicato settore, affinché abbiano pari dignità nei confronti dell’istituzione.
In ambito cittadino, com’è noto, già da tempo sono presenti numerose associazioni che operano nell’ambito delle disabilità.
Un fenomeno scaturito dalla necessità delle famiglie che hanno all’interno del proprio nucleo una persona diversamente abile, di operare a sostegno dei propri congiunti, non avendo avuto risposte soddisfacenti ai propri bisogni dalle varie istituzioni.
A differenza di molti Comuni italiani che hanno ritenuto necessario costituire la Consulta sulla disabilità, proprio per realizzare quel processo di cooperazione e di partecipazione alla gestione sociale delle problematiche connesse alla disabilità, il Comune di Viterbo negli ultimi cinque anni ha istituito la figura del delegato all’handicap, al quale potevano fare riferimento i dirigenti comunali dei vari settori per ottenere consulenze sulle tematiche specifiche.
Quindi, una figura punto di riferimento per l’amministrazione comunale e non rappresentativa delle associazioni costituitesi a tutela delle persone con le diverse disabilità.
E’ venuto quindi a mancare in passato uno strumento in grado di interfacciarsi con l’ente, in quanto non rappresentativo delle associazioni.
Questa situazione ha impedito una proficua collaborazione sia tra associazioni (e quindi per i destinatari dei vari servizi) sia con le istituzioni, che è necessario ripristinare quanto prima.
Al fine di dare piena applicazione alle leggi inerenti la disabilità che prevedono la partecipazione delle persone disabili e dei loro famigliari alla gestione sociale delle relative problematiche, anche attraverso forme associative, la costituzione della consulta sulla disabilità concretizza l’unico vero organo rappresentativo delle molteplici disabilità in quanto costituita dai membri delle varie associazioni (disabili e loro parenti che vivono direttamente o indirettamente condizione di disabilità), in quanto espressione dei vari bisogni nonché bagaglio di indispensabili esperienze ed informazioni da considerare.
La consulta, quale momento di partecipazione, consultazione, informazione, proposizione sulle attività e sui programmi riguardanti i soggetti con disabilità fisica, psichica e menomazioni motorie e sensoriali, dovrebbe operare gratuitamente a livello di area cittadina allo scopo di coordinare le azioni delle associazioni presenti sul territorio per interventi mirati alla reale e completa integrazione delle persone disabili evitando la dispersione di risorse economiche per l’amministrazione comunale.
Inoltre, la consulta avrebbe il particolare compito dell’accoglienza delle varie istanze sui diritti dei disabili, aiutandoli ad uscire da quello stato di isolamento in cui, ancora oggi, versano per vari motivi, fungendo quale organo di mediazione tra i vari soggetti con diritti esigibili e la stessa amministrazione, con particolare riguardo alla individuazione dei bisogni prioritari delle diverse disabilità, e consentendo una più oculata amministrazione delle risorse economiche disponibili secondo il bilancio di previsione.
Nell’ottica di tali principi la consulta opererebbe, in collaborazione con l’amministrazione comunale, per promuovere iniziative volte alla rimozione delle barriere di ogni ordine e grado che limitano o impediscono il conseguimento e la fruizione di tutti quei diritti che consentono una pari opportunità per quanto riguarda la scuola, il lavoro, la sanità, il tempo libero nonché alla realizzazione di un ambiente (inteso nella sua accezione più ampia: edifici, spazi architettonici ed urbanistici, mezzi di trasporto pubblico, scuola, ambiente lavorativo, luogo abitativo, luoghi pubblici e privati d’interazione sociale e ricreativa) che garantisca ad ognuno l’esercizio autonomo di ogni attività, indipendentemente dall’età, dalle caratteristiche psicofisiche e sensoriali.
La consulta dovrebbe adoperarsi per la realizzazione dei seguenti obiettivi: favorire il conseguimento dell’autonomia dei soggetti disabili; promuovere l’integrazione dei soggetti con disabilita fisiche, psichiche e sensoriali; favorire ogni tipo di iniziative finalizzate al conseguimento da parte delle persone con disabilita di una pari opportunità rispetto ai cosiddetti normodotati; favorire la coerenza tra la “domanda” (i bisogni presenti sul territorio) e la “risposta”, più capillare possibile (allestimento dei servizi); favorire la diversificazione dei servizi degli interventi distinguendo quelli di tipo sociale da quelli prettamente sanitari in relazione alla pluralità dei bisogni presenti sul territorio; favorire il coordinamento dei servizi.
Qualora la consulta raggiungesse gli obiettivi prefissati si potrebbe veramente parlare di eguaglianza facendo sentire tutti cittadini con pari opportunità, solo allora una società civile si potrebbe definire veramente tale.
Auspichiamo che in tempi brevi sia finalmente costituita anche a Viterbo la Consulta sulla disabilità al pari di numerosi altri Comuni italiani, certi di poter lavorare per la completa integrazione di tutte le persone disabili affinché, ad esempio, un giorno sia possibile sentirsi dire da un disabile psichico: “partecipo anche io.
Solo così sarà possibile allineare la cultura, mentalità e sensibilità di tutti coloro che operano nel campo della disabilità con i livelli di eccellenza raggiunti dai Paesi europei più avanzati, e magari un giorno non sarà più necessario varcare la frontiera del nostro Paese per far dire a una studentessa disabile motoria, tornata da un stage in Irlanda: ‘Io a Dublino camminavo”.
Chiediamo all’amministrazione comunale di deliberare la istituzione della consulta per l’handicap; di demandare alla competente commissione consigliare lo studio del regolamento per stabilire, competenze, composizione e funzionamento della stessa”.
Fabrizio Fersini
Consigliere comunale del Pd