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Viterbo - Orte - Bottino da 64mila euro - Brillante operazione dei carabinieri
Rapina in banca, due arresti
Viterbo - 26 novembre 2008 - ore 16,15

Il tenente Salvatore Marchese
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- Rapina in banca a Orte, due arresti.

Questo pomeriggio, alle 13, è stata rapinata la filiale Carit (Cassa di risparmio Terni e Narni Spa) di Orte, in via Calefati.

Due uomini italiani di 33 e 24 anni, di origini campane, hanno fatto irruzione nell'agenzia poco prima dell’orario di chiusura e hanno portato via 64mila euro.

I due hanno approfittato dell’occasione creatasi quando un cliente si stava introducendo all’interno degli uffici per parlare col direttore.

Sono entrati nella filiale impugnando dei taglierini e dichiarando che si trattava di una rapina.

Dentro la banca, in quel momento, c'erano solo la direttrice, un dipendente e un cliente.

I malviventi erano vestiti con due diversi tipi di tute.

Uno aveva una parrucca, l'altro un cappellino per camuffarsi.

Contavano di scappare a bordo della loro Peugeot, appena messo a segno il "colpo".

Ma hanno trovato ad attenderli i carabinieri di Orte e quelli del nucleo radiomobile di Civita Castellana, guidati dal capitano Emilio Miceli e dal tenente Salvatore Marchese.

Infatti, un'impiegata della banca, nel frattempo, aveva telefonato a una collega della filiale di Amelia, informandola della rapina.

Quest'ultima ha provveduto a contattare il servizio di “Pronto intervento 112” che ha allertato a sua volta il comando compagnia carabinieri di Civita Castellana.

I militari, dall'esterno della filiale, hanno seguito passo passo i movimenti dei due rapinatori, evitando di farsi vedere.

Hanno poi bloccato subito i due complici, prima che si allontanassero a bordo della loro automobile.

La refurtiva è stata completamente recuperata e sono stati sequestrati i taglierini che i rapinatori avevano portato con loro.

I due, sprovvisti tra l'altro di documenti, sono finiti in manette per rapina e sono stati portati, dopo le formalità di rito, a Mammagialla, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Le indagini sono coordinate dal procuratore Centofanti.

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