Riceviamo e pubblichiamo
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Il sindaco Marini
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- Per porre in essere un’azione amministrativa pubblica che sia, nei diversi livelli di esercizio, sempre rispondente alle specifiche esigenze e tematiche inerenti alla realtà dei diversamente abili, la via più efficace, suggerita dallo stesso stato dei fatti, sarebbe costituita dalla possibilità che la stessa “disabilità” venisse in un certo senso direttamente rappresentata all’interno degli uffici amministrativi.
Questo per costituire una fonte di consulenza per gli organi politici e tecnici nonché un’interfaccia specifica fra la Pubblica Amministrazione e il cittadino.
Si chiedeva, attraverso una lettera precedentemente inviata in data 24 giugno 2008, la disponibilità al sindaco di Viterbo a nominare una persona diversamente abile quale referente, in materia di disabilità, nei confronti di tutti gli assessorati.
Il delegato specificamente dedicato alla disabilità avrebbe dovuto occuparsi della protezione, preventiva e successiva rispetto all’azione amministrativa, dei diritti e delle esigenze di tutti i cittadini che vivono una disabilità.
Lei ha nominato dodici delegati tra i consiglieri comunali di maggioranza dando a ognuno di loro specifici compiti e come al solito nessuno è stato delegato alle problematiche delle persone diversamente abili.
Con rammarico faccio notare che i nostri problemi rimangono come sempre nell’ombra nonostante so che tra i suoi consiglieri ci sarebbero state persone competenti e sensibili in questo campo.
La nomina di tale delegato rappresenterebbe un decisivo passo in avanti rispetto alla democraticità sostanziale dell’azione amministrativa pubblica, costituendo, peraltro, un significativo esempio di attuazione di quel principio di sussidiarietà, depositato nel testo unico degli Enti Locali, inteso come collaborazione tra istituzioni e cittadini.
In attesa di una sua saggia decisione in merito, colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti.
Il presidente Associazione Vita Autonoma Michele Oliviero