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Viterbo - Vetralla servizi - Pietro Barbaranelli: "Non abbiamo più neppure dove andare a vivere"
"Pronto a un gesto estremo per riavere il mio posto di lavoro"
Viterbo - 25 novembre 2008 - ore 0,50

Barbaranelli incatenato davanti al Comune di Vetralla
Riceviamo e pubblichiamo - Questo è un appello drammatico al sindaco Massimo Marconi, hai sindacati, al sindaco Giulio Marini ed a tutta la politica Viterbese.

Non riesco più a vivere in queste condizioni.

Se non si procederà immediatamente alla stabilizzazione all’interno dell’ente comunale, sono pronto ad un gesto estremo che non ha precedenti.

In queste condizioni non riesco più a vivere, mi trovo in una situazione disumana, drammatica, al freddo e senza nulla da mangiare.

A breve mi verrà pignorata la casa, l’inverno è alle porte e non saprei dove andare a vivere insieme a mia moglie e forse ad un figlio in arrivo.

I miei genitori non sono in grado di aiutarmi.
Sindaco Marconi immagini i suoi figli al mio posto, cosa avrebbe fatto?

La soluzione per la stabilizzazione vi è stata data, i miei legali sono andati su tutte le televisioni e su tutte le testate giornalistiche a spiegare che abbiamo tutti i diritti (noi del cantiere scuola lavoro) ed il come fare per poter essere stabilizzati all’interno del comune di Vetralla.

Ormai lo sa tutta Italia, che possiamo essere stabilizzati, non ci sono più scuse.
Ora basta!

Fuori dalla Vetralla Servizi, chi è stato preso letteralmente dalla strada senza aver fatto nessun tipo di concorso.

Sono 9 mesi che mi è stato tolto ingiustamente il lavoro ed al mio posto viene messo personale a tempo determinato.

Vegogna!
Pietro Barbaranelli

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