Riceviamo e pubblichiamo - 1500 firme raccolte in 6 giorni per riaprire la piscina servono a svegliare tutti coloro che hanno un ruolo di responsabilità in questo paese e che in questi anni hanno evitato di esporsi sull'argomento con uno straccio di proposta, preferendo un allineato immobilismo a un loro preciso dovere.
1500 firme servono a svegliare dal torpore e dalla rassegnazione anche la nostra comunità troppo abituata allo scontro tra personalismi, piuttosto che al confronto sulle idee.
1500 firme servono a far capire che l’idea di rimettere in piedi la piscina e il centro sportivo dell’Olivo non appartiene alla Fulgur o al suo presidente ma è la risposta a una necessità di tutti e come tale, chiunque lavori per il raggiungimento di questo obbiettivo, lavora per un interesse comune e non di parte.
Abbiamo ricevuto dalla gente, durante la raccolta firme, un grande incoraggiamento e sostegno morale perchè la possibilità di riaprire la piscina che è il cuore del centro sportivo oltre a riguardare direttamente un gran numero di giovani e di famiglie è percepita da molti come una sorta di riscatto da un declino inevitabile, un poco di speranza dopo tanto buio.
A questo proposito vorrei precisare che stiamo tutti lavorando e cercando soldi per rimettere in funzione la piscina, non vogliamo appropriarci di niente né avanziamo diritti per la gestione.
Il recupero strutturale degli impianti sportivi per le condizioni in cui versano, è difficile e costoso e ad oggi è impensabile l’arrivo di milioni di euro dalla regione.
Gli stessi bandi di contributo regionale per cui abbiamo raccolto le firme, al massimo concedono trecentomila euro e comunque per sperare di ottenerli, il comune o dei privati devono investirci il 50% .
Questo significa che al di là dei sogni e delle chiacchiere, se oggi una comunità ritiene indispensabile un progetto se lo deve fare da sola, al massimo può ricevere un aiuto dalla regione, ma è il territorio stesso che deve fornire le risorse.
E le risorse, da sempre, in un territorio si trovano nella gente che lavora, che collabora, che partecipa, che si espone rischiando in proprio, che plaude al successo altrui e che costruisce il proprio con le armi dell’entusiasmo, della dedizione, della competenza, della passione.
In concreto le risorse possono essere tratte o dai beni comunali o dall’intervento di privati.
Escludendo per diversi motivi, la vendita di beni comuni, rimane come opzione solo l’aiuto del privato, che a sua volta ha tre modalità di intervento:
La sponsorizzazione, l’interesse nella gestione, l’interesse alla realizzazione di propri progetti nell’area comunale.
In questo modo la nostra società ha potuto fare proposte, complete di copertura finanziaria per:
i campi da tennis comunali; la ristrutturazione di un locale per realizzare un centro aperto di sostegno in collaborazione con l’Ipu (istituto universitario di scienze psicopedagogiche); la piscina comunale.
Tutti interventi di indubbia utilità pubblica e tutti a costo 0 per il comune.
Quando si è determinati, si sa ciò che si vuole e soprattutto si crede in ciò che si fa, si trovano sempre i mezzi, il tempo e i soldi per farlo.
Al contrario se qualcosa non si vuole fare c’è e se non c’è si troverà sempre, un motivo per verificare meglio, riflettere,prendere tempo, togliersi dalle responsabilità.
A 3 anni dalla chiusura della piscina comunale dovremmo tutti responsabilmente chiederci se, quando e come Tuscania potrà riutilizzare la piscina e le strutture sportive dell’Olivo.
Tutti, a parole, riconoscono l’estrema importanza sociale del centro sportivo, ma poi invece di alimentare un dibattito, studiare soluzioni, elaborare proposte, assumere decisioni, si preferisce fare spallucce lamentandone l’incuria e il degrado, biasimare la passata gestione, aspettare interventi regionali milionari e infine non fare niente, lasciare serenamente, pacatamente che tutto muoia.
Il commissario Tarricone ha dimostrato in questi mesi la capacità di assumersi delle responsabilità, prendendo decisioni anche su argomenti difficili e dibattuti, nell’interesse del paese.
Spero che il nostro invito e soprattutto le 1500 firme facciano affrontare l’argomento piscina e strutture sportive al commissario con la stessa fattiva determinazione. Non dimentichiamo che dare il via anche domani a qualsiasi progetto, significa aspettare comunque almeno un anno più probabilmente due per la riapertura della piscina e non credo sia giusto aspettare senza fare nulla anche i tempi del commissariamento, oltre agli anni già passati.
La società Fulgur Tuscania