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| Latini |
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| Parte dei documenti falsi sequestrati |
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- Acquisto di auto con documenti falsi, un arresto.
Questa mattina i carabinieri della stazione di Vejano, in collaborazione quelli delle di Barbarano Romano e Roma Montespaccato, hanno arrestato, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Viterbo Gaetano Mautone, su richiesta del Pm Stefano D’Arma, il pluripregiudicato G. Latini, per truffa aggravata e continuata, detenzione e uso di documenti di identità falsificati e ricettazione.
Le indagini sono iniziate nel gennaio del 2007 quando fu presentata, presso la stazione carabinieri di Teulada (Ca), una denuncia da parte di una donna la quale asseriva di non aver mai ricevuto l’assegno emesso a proprio favore dall’Inail di Roma, a seguito di un infortunio sul lavoro. La donna affermava di aver accertato che l'assegno era stato incassato presso la già Bcc di Capranica e Bassano Romano filiale di Vejano.
I carabinieri di Vejano, guidati dal maresciallo capo Luigi Grella, accertarono che l’assegno era stato incassato da un commerciante di auto.
Questo dichiarava che il titolo in questione gli era stato consegnato da un uomo a seguito dell’acquisto di una vettura per l’importo di 12mila euro.
Successivamente gli accertamenti svolti consentirono di scoprire che la persona a cui aveva venduto l’auto l’aveva immediatamente rivenduta ad una terza persona in buona fede e che i documenti presentati, all’atto dell’acquisto, al commerciante di auto erano contraffatti.
Il commerciante faceva altresì presente di aver venduto allo stesso uomo altre due vetture rispettivamente dell’importo di 15mila e 13mila euro.
Dai successivi accertamenti emerse che una vettura era stata acquistata con un finanziamento concesso da una società finanziaria di Bologna, anche in questo caso ad un soggetto i cui dati personali erano completamente inesistenti, presentando documenti falsificati, una busta paga delle Poste Italiane ed un codice fiscale, risultati poi anch’essi falsi.
La terza autovettura era stata acquistata invece, con assegni bancari di un conto corrente intestato a una persona inesistente, presentando documenti contraffatti.
In tutti e tre i casi le uniche tracce rimaste del truffatore era la fotografia sui documenti contraffatti, presentati per le varie operazioni di pagamento e per ottenere il finanziamento, ed un’utenza mobile, anch’essa intestata a persona inesistente.
La successiva elaborazione dei tabulati del traffico telefonico hanno permesso di accertare che erano state effettuate e ricevute in un mese ben 1.800 chiamate a Roma, Viterbo e Latina.
Alcune di esse conducevano alla sorella di Latini. La foto di Latini, presente nel casellario centrale di identità corrispondeva a quelle messe sulle copie dei documenti presentati all’atto delle truffe. Il commerciante truffato riconosceva senza alcun dubbio il truffatore tra decine di altre foto di persone accomunate dallo stesso “modus operandi”.
L’autorità giudiziaria competente ha quindi emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ha ordinato la perquisizione domiciliare eseguita all’alba di questa mattina a Roma.
Sono stati trovati numerosi documenti di identità contraffatti, alcuni documenti di autovetture in bianco, varie fotografie di persone da identificare, numerosissimi documenti di identità, carte di credito, bancomat e contratti per acquisto di vetture intestati ad altrettante persone.
A seguito della perquisizione, la convivente di Latini è stata indagata in stato di libertà per il concorso nelle attività illecite.
Gli investigatori confidano nella possibilità che altre persone, raggirate dal Latini, nel vedere pubblicata la foto, possano riconoscerlo e permettere di risalire all’autore di altre truffe commesse con la stessa tecnica criminale.