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Nello Celestini
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Il capofacchino Sandro Rossi
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Rossi con Roberto Capoccioni
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Capoccioni, Rossi e Mecaraini
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- Nello Celestini non è solo il fondatore del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa. E non nemmeno solo il presidente onorario. E' innanzitutto il nonno di tutti, quello pronto a bacchettare e a perdonare. Quello che con l'esperienza di chi ha portato la Macchina per 51 anni sa consigliare e dare le dritte giuste.
Certo i fatti di cronaca che hanno interessato il Sodalizio in questi ultimi giorni non lo hanno lasciato indifferente. “Leggere queste vicende – racconta – sui giornali mi ha spezzato il cuore”.
Ma come tutti i veterani cerca di spiegarle e trovare le soluzioni. “Il problema non è la trasferta a Milano e quello che dicono sia successo – dice Celestini –, la crepa all'interno dell'associazione si è aperta oltre un anno fa. E tutti sanno a cosa mi riferisco. Dal giorno in cui Adami non è stato riconfermato capofacchino non si è più smesso di parlar male del Sodalizio. Ed è ora di dire basta”.
Il presidente onorario non ha dubbi. Bisogna finirla e andare avanti. E a dimostrazione di questo sabato sera ha anche partecipato alla riunione all'ex chiesa della Pace. “Io c'ero – continua – sono state svelate alcune cose. I fatti di Milano, tanto chiacchierati, riguardano uno che ha parlato troppo a sproposito. Ma come ho detto i problemi risalgono a prima”.
Il fondatore del Sodalizio è amareggiato a vedere la sua creatura “la famiglia” nell'occhio del ciclone. “Capoccioni ha sbagliato a dimettersi. Glielo ho anche detto – aggiunge ancora - . Doveva rimanere e tirare fuori la voce. Non è facile essere a capo di duecento persone, per farlo serve polso. Roberto è un bravo figlio, capace e per questo non doveva mollare”.
Ora il presidente pro tempore è il vice Massimo Mecarini che fino al 2010 dovrà tentare di ricucire la falla. “Se il Sodalizio si sfascia – spiega – non sarà più possibile rifarlo così come è stato concepito.
Quando io lo fondai era come una famiglia, dove ci si aiutava in tutti modi, insieme si trovavano le soluzioni. Ora si è persa la strada.
E' entrata la politica che fa vedere solo le poltrone e qualcuno ha creato troppi problemi perché quella poltrona non voleva proprio lasciarla. Questo è sbagliato è contro la natura del Sodalizio”.
Celestini, nonostante tutto, ha ancora fiducia. “Ci vuole calma e serenità in questo momento e soprattutto non dimenticare mai che il Sodalizio è della città. Perché i facchini sono i figli di questa Viterbo. Non dimentichiamolo.
E non dimentichiamo che in ogni famiglia ci sono momenti critici ma insieme, tutti insieme si possono risolvere. Basta volerlo”.