Riceviamo e pubblichiamo - In settimane di mobilitazioni nazionali è emersa con forza la maturità di una composizione sociale che si credeva assopita nel compiacimento della propria condizione di svantaggio e nell’inseguimento di falsi valori: i “giovani”.
Per forza di cose ci si è trovati di fronte a una compagine inaspettatamente consapevole e capace di definirsi come soggetto politico e di pesare come tale.
Ma sopratutto è emersa la dimensione di una crisi generalizzata che coinvolge la società intera e la collettività, in tutti i ruoli sociali.
Questa è l’Onda: improvvisa, anomala, irrappresentabile, imprevedibile.
Un movimento che rivendica autonomia, indipendenza, libertà di circolazione e di produzione dei saperi; e lo fa attraverso pratiche di riappropriazione di spazi e autonomia di gestione, di riforma, e di messa in comune delle proprie risorse.
Su questa linea il 26 novembre si tiene a Viterbo, all'aula magna della facoltà di Beni culturali, un incontro con i Complot SyStem, un gruppo eterogeneo di artisti che costituiscono un esempio concreto di processi di rivendicazione di autonomia.
Il gruppo presenterà il lungo percorso di formazione autonoma che ha condotto nell’arco di due anni.
Un processo ambizioso, nel quale sono intervenute figure importanti sul panorama europeo: studiosi, architetti, sociologi, ed esperti di differenti discipline, a riflettere su uno stesso concetto: il rapporto tra città immaginaria e città reale, mettendo in luce il valore di una gestione urbanistica e territoriale a grande scala e a livello locale rispetto al controllo dei flussi.
Un progetto che equivale a una proposta autonoma di studi su argomenti specifici, una messa in pratica di forzatura della norma, di rottura delle convenzioni, attraverso una gestione comune delle risorse cognitarie.
Un momento di formazione critica, non nozionistica.
L’incontro si inserisce nell’ambito delle mobilitazioni portate avantidal movimento Tusciainprotesta e durante la giornata sarà attuato il blocco della didattica.
Dottorandi e specializzandi in protesta