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Viterbo - Ordine del giorno del consiglio direttivo
Emergenza idrica al lago di Bracciano
Viterbo - 24 novembre 2008 - ore 14,30

- Si è riunito venerdì 11 novembre a Trevignano Romano il cosiglio direttivo del parco di Bracciano.

Argomento protagonista l'emergenza idrica che ha colpito le acque del lago di Bracciano al fine di intraprendere interventi reali e concreti.


Ordine del giorno del consiglio direttivo


Considerata la situazione di effettiva “emergenza idrica” dei bacini lacustri ed in specifico del Lago di Bracciano da diversi anni ed in particolare nel recente periodo.

Considerate le notizie apprese dalla stampa su diversi incontri e propositi in merito alla “emergenza idrica” del lago di Bracciano da parte delle Amministrazioni Locali unitamente alla Provincia di Roma e alla Regione Lazio.

Considerata la necessità di interventi concreti e urgenti, fuori da ogni forma di protagonismo, sulla base di dati e analisi esistenti.

Considerato il ruolo istituzionale e le competenze del parco naturale regionale di Bracciano-Martignano, quanto a competenze normative di salvaguardia, vigilanza e monitoraggio ambientale.

Rilevato che la “emergenza idrica” è fattore di emergenza ambientale per habitat e specie, anche di importanza comunitaria, per la biodiversità in generale e che rappresenta aspetto e presupposto di degrado dei litorali soggetti a possibili ulteriori abusi.

Rilevato che il lago di Bracciano è zona di protezione speciale e sito di importanza comunitaria ai sensi delle direttive europee.

Richiamato quanto emerso e proposto nel convegno “acqua e laghi vulcanici” organizzato dall’ente parco nel marzo 2008, che ha visto l’ampia partecipazione di docenti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni tra i quali l’architetto Mauro Antonelli in rappresentanza dell’assessore regionale ambiente e cooperazione tra i popoli della regione Lazio, il prof. Giuseppe Capelli della università di Roma 3, il prof. Marco Seminara della università La Sapienza, l’ing. A. Piotti di Acea Ato 2, il dr. A. Didomencantonio dell’autorità di bacino del Tevere, il dr. C. Angeletti della provincia di Roma.

Considerato che da tempo è superato il momento delle analisi propedeutiche sul lago di Bracciano.

Rilevato che il fenomeno della “emergenza idrica” del lago di Bracciano è certamente complesso con più cause, tra le quali i prelievi idrici di Acea, gli emungimenti, i pozzi e i consumi idrici in tutto l’ambito di bacino idro-geologico di appartenenza, nonché fattori di mutamenti climatici.

Considerate le informazioni e conoscenze acquisite e le iniziative già intraprese e previste dall’Ente Parco, si ritengono necessarie ed urgenti le seguenti azioni immediate:

sospensione dei prelievi da parte di Acea Ato 2, salvo quanto strettamente previsto per la Città del Vaticano, per un minimo di tre anni, tempo minimo per una corretta valutazione e azione di monitoraggio.

Immediata indagine conoscitiva e mappatura dei pozzi privati nei tre Comuni rivieraschi con controllo dei prelievi mediante applicazione di contatori obbligatori.

Interruzione di ogni forma di captazione abusiva.

Verifica delle quantità d’acqua prelevate dai pozzi comunali collegati alle reti idriche e valutazione delle necessità legate al previsto sviluppo urbanistico.

Interventi strutturali e sanzioni per chi non effettua la separazione effettiva delle acque “chiare”, da ricondurre al Lago, con le reti fognanti.

Ripristino dei flussi di acque di fossi, scoli, acque sorgive, piovane e/o superficiali che adducono al lago.
Predisposizione di progetti e destinazione di risorse finanziarie per:

1) Manutenzione straordinaria e ammodernamento delle reti idriche comunali al fine di eliminare le gravi dispersioni.

2) Progetto per ricondurre al Lago le acque depurate del Cobis.

Interventi informativi e formativi per razionalizzare i sistemi ed i metodi di irrigazione in agricoltura.

Avvio di campagne informative sul risparmio idrico e applicazione di tariffe differenziate che ne favoriscano il risparmio.

Maggiore tutela dei litorali attraverso la eliminazione di ogni abuso e la salvaguardia della vegetazione ripariale quale habitat per pesci e uccelli.

Sottolineato che esistono già dati, analisi ed esperienze che non necessitano di ulteriori approfondimenti ma solo di azioni concrete e dove necessario di finanziamenti per superare la “emergenza idrica” del lago di Bracciano.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL’ENTE PARCO NATURALE REGIONALE DI BRACCIANO-MARTIGNANO

Ribadisce il ruolo e l’impegno dell’Ente Parco nell’assolvimento dei propri compiti istituzionali che ha già espresso, dimostrato e previsto per la salvaguardia della risorsa idrica ed in particolare per i bacini idrici di Bracciano e Martignano.

Precisa inoltre che, qualora in tempi brevi non si verificassero azioni concrete nella direzione auspicata, il Parco si riserva di avviare tutte le azioni di sua competenza, previste dalla L. n. 36 del 05.01.1994 e s.m.i, in materia di tutela ed uso delle risorse idriche

Impegna il presidente, la direzione ed i settori dell’ente a promuovere ed agire in ogni sede necessaria ed opportuna affinché sia reso noto, riconosciuto e realizzato quanto sopra considerato e quanto sopra ritenuto necessario ed urgente dall’Ente parco per la salvaguardia della risorsa idrica ed in particolare per i bacini idrici di Bracciano e Martignano.

Approvato con voti unanimi

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