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Riceviamo e pubblichiamo - Sono anni che sosteniamo come opposizione in consiglio comunale che la quota di depurazione va pagata solo se il servizio è attivo.
Non lo dicevamo solo noi ma le tante sentenze dei Giudici di pace che si pronunciavano sui ricorsi dei singoli cittadini (anche di Caprarola); poi nel 2004 la corte di cassazione con sentenza n.18699 confermava che “il canone va corrisposto solo se il servizio è attivo”.
La corte motiva tale sentenza affermando che la natura tributaria del canone di depurazione non giustifica in alcun modo la pretesa che esso sia corrisposto anche in assenza della possibilità di fruizione del servizio.
Nonostante tutto questo, nonostante le proteste dei cittadini e l’intervento della federconsumatori, l’amministrazione Cuzzoli non ha tentennato per un secondo ed ha continuato imperterrito ad applicare la tariffa sulla depurazione, per un servizio inesistente e un depuratore fantasma.
Oggi possiamo dire avevamo ragione, infatti, finalmente la corte costituzione con sentenza n.355 dell’8-10-2008 ha definitivamente chiarito che se non c’è la depurazione la tariffa non va pagata.
Tutto nasce quando nel 2002 l’art.28 della legge 179 trasforma la tassa istituita dall’art.14 della legge 36/94, meglio conosciuta come legge Galli, in tariffa legata all’istituzione del servizio di depurazione.
Nonostante tutto questo però il sindaco Cuzzoli per ben 7 anni, cioè dal suo insediamento, fa pagare la quota depurativa (mai fatta pagare in precedenza) che costituisce quasi il 50% del costo dell’intero servizio idrico.
Migliaia e migliaia di euro pagati dai cittadini (oltre 200.000 euro all’anno) che oggi l’amministrazione attraverso un avviso pubblico ai cittadini dice di aver accantonato e non trasferiti all’Ato.
In conseguenza di ciò il sindaco Cuzzoli e la sua giunta restituiscano immediatamente i soldi pagati dai cittadini per un servizio inesistente e per il futuro non applichi più la tariffa.
In attesa che l’amministrazione si decida restituire le somme indebitamente pagate, il presidente della Federcosumatori di Viterbo Pietro Vacca, con nota del 17 novembre 2008, “ intima altresì, con gli stessi effetti, all’immediata restituzione del canone a tale titolo indebitamente pagato al comune, per gli utenti che a suo tempo, tramite la federconsumatori avevano fatto richiesta di restituzione, interrompendo così il termine della prescrizione per gli ultimi dieci anni…”.
Quindi ai circa 260 cittadini che nel 2003 avevano fatto tale richiesta devono con effetto immediato restituire tutte le somme pagate per la depurazione inesistente, in caso contrario la Federconsumatori trascorsi 15 giorni provvederà a tutelare le ragioni dei cittadini in ogni sede competente.
Daniela Boltrini
Consigliere comunale di minoranza di Caprarola