Riceviamo e pubblichiamo - Leggo che il ministro Bianchi, espressione del Pdci nel governo Prodi, è stato folgorato sulla via del “se po’ fa’” e ha aderito al Partito Democratico.
Essendo egli il responsabile della indicazione di Viterbo quale sede del secondo scalo aeroportuale del Lazio, mi chiedo se, per caso, sussistano elementi di contagiosità della sua scelta. Temo infatti che se dovesse scatenarsi una epidemia tra i comunisti favorevoli all’aeroporto civile di Viterbo altri esponenti, magari di livello locale, potrebbero abbandonare gli scomodi sedili dell’economica falce e martello per volare in un più comodo posto nella business class veltroniana.
Nell’attesa di essere smentiti dai fatti, tiriamo avanti a Viterbo la carretta unitaria della Sinistra Arcobaleno dalla quale qualcuno si è chiamato fuori proprio in virtù (o a pretesto) della realizzazione dell’aeroporto. Fuori dal coro, con tutti i nostri dubbi sulla bontà di quest’opera per il futuro della città.
Valerio De Nardo
la Sinistra, l’Arcobaleno Viterbo