Riceviamo e pubblichiamo -
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Le organizzazioni sindacali di categoria provinciali hanno svolto il 30 maggio 2008 l’assemblea dei dipendenti dell’azienda Talete, per valutare da difficilissima situazione occupazionale che si è venuta a creare, dopo le continue “picconate “ date da molti sindaci,soci della società stessa.
Le maestranze hanno manifestato il loro totale dissenso, ma anche la rabbia, l’amarezza, la delusione nei confronti dei politici che hanno “affondato“ Talete in pochissimi mesi dalla sua nascita.
Mai nella storia di un’azienda pubblica si è battuto il record di Talete. In soli 8 mesi è stata distrutta la società Talete.
Nessuno dei sindaci che hanno distrutto la Talete, ha pensato ai lavoratori e alle lavoratrici che rimarranno senza posto di lavoro e andranno ad ingrossare le liste dei cassaintegrati della nostra provincia.
I 122 dipendenti hanno chiesto ai sindacati di categoria, i motivi che hanno causato in così poco tempo la crisi della società Talete. Le risposte sono state quelle scontate e naturali.
1) I sindaci e i politici che hanno fatto tutto il possibile per far entrare in crisi la Talete, lo hanno fatto solo per una poltrona in più nel consiglio d’amministrazione.
2) Non hanno mai accettato la scelta fatta dalla provincia di Viterbo della gestione pubblica dell’acqua.
Sono passati sopra agli interessi dei cittadini, per avere un servizio serio ed efficiente dell’acqua pubblica. Vogliono usare un bene pubblico, cioè l’acqua, ad uso privato .
Poco gli interessa se i 122 dipendenti non riceveranno lo stipendio nei prossimi mesi e le loro famiglie non sapranno come andare avanti.
Poco gli interessa se 122 dipendenti si troveranno tra qualche settimana senza lavoro.
Per questi motivi e per dire basta ai politici “irresponsabili”, i dipendenti di Talete hanno deciso di presentarsi martedì 3 giugno presso la Provincia, dove si svolgerà l’assemblea dei sindaci dei comuni soci della Talete.
Irresponsabili, perché hanno distrutto in 8 mesi la Talete.
Irresponsabili, perché lasceranno senza lavoro 122 lavoratrici e lavoratori.
Irresponsabili, perché consegneranno di nuovo la gestione dell’acqua ai privati, con il sicuro aumento delle tariffe per i cittadini.
Irresponsabili, perché se non volevano costruire una società pubblica per la gestione idrica integrata dell’acqua, potevano pensarci prima di fare questo disastro per tutto il Viterbese.
Inoltre è stato deciso di avviare la procedura per la proclamazione di 3 giorni di sciopero, con manifestazione nei Comuni, dove governano i sindaci che hanno lavorato per affossare la società Talete.
I sindacati di categoria e dipendenti ringraziano il prefetto di Viterbo, per aver immediatamente accolto la richiesta inviata solo qualche giorno fa dai sindacati, per convocare la Regione Lazio, la Provincia, il comune di Viterbo, Talete, per trovare una via d’uscita alla difficilissima situazione occupazionale in cui si trovano 122 dipendenti.
Dopo l’esito dell’incontro del 10 giugno 2008 convocato dal prefetto di Viterbo, i sindacati di categoria, i delegati aziendali e i dipendenti di Talete, decideranno cosa sia necessario fare, per difendere il loro posto di lavoro.
Filcem-Cgil
L.Annesi
Femca-Cisl
G.Gigli
Uilcem-Uil
M.Panto’
ugl-energia
V.De Santi
Delegati/te Talete