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Vetralla
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Vetralla deve tornare a votare.
L’analisi politica della situazione è abbastanza facile, l’attuale maggioranza con questa coalizione ibrida, non riesce a dare un segno di progresso e sviluppo per il paese.
Impossibilitata da contrasti interni e da un’incapacità politica.
Sono ormai mesi che il comune di Vetralla è sotto scacco dai vari giochi di potere delle sezioni politiche provinciali.
Alcuni mesi fa il segretario del partito democratico minacciava di non dare più l’appoggio al sindaco Marconi, dopo la nomina del consiglio d’amministrazione della Talete, ora è la senatrice di Alleanza nazionale che minaccia di sfiduciare il sindaco.
Dichiarazioni poi puntualmente smentite dalle stesse sezioni dei partiti provinciali con la stessa motivazione, “pensieri personali che non riguardano il partito”.
Qui i fatti sono due o i segretari dei partiti provinciali soffrono di crisi di protagonismo e non godono più della fiducia del direttivo, (cosa abbastanza strana visto che un partito è di nuova costituzione e l’altra senatrice invece è stata eletta solo un anno fa) oppure sono giochi politici che mirano ad influenzare le decisioni politiche dell’amministrazione del comune di vetralla, in particolar modo a ridosso del bilancio.
Per fortuna che il ribaltone era stata una decisione personale al di fuori dei partiti, nel quale abbiamo assistito a diversi svestimenti.
A proposito di blancio, Vetralla vive in un momento molto particolare come la maggior parte dei comuni d’Italia, mancano i fondi ed ora la manovra di Tremmonti, non dà chiarimenti su chi rimborserà l’ici o se lo rimborseranno.
In più il nostro paese viene da dieci anni di selve d’oro, alberi della pace e tante altre cose poco produttive per l’economia del paese, ma che, allo stesso tempo, hanno inciso sulle casse comunali.
Certo ora c’è da dire “almeno quelle c’erano”, questa amministrazione non ha dato un segno caratterizzante.
Io penso che fra dieci anni di questo periodo non si ricorderà nessuno perché non c’è niente da ricordare a parte quello che ogni commissario avrebbe fatto, cioè aumentare le tasse, prendere mutui, e tagliare le spese, un compito che qualsiasi commercialista sarebbe capace di fare.
Quando nei consigli passati parlavamo di perdere il gusto di fare opposizione, intendevamo proprio questo la mancanza di decisioni politiche.
Basti pensare al programma delle opere pubbliche del triennio 2008-2010, identico a quello di tre o quattro anni fa, con la differenza di qualche taglio.
Siamo davanti alle stesse opere dell’amministrazione che ha scaturito il ribaltone.
I servizi sociali idem va avanti l’asilo nido perché gode ancora di progetto fatto dall’amministrazione Aquilani.
L’unico cambiamento c’è stato nel patrimonio dove risultano meno della metà di beni demaniali da vendere per il semplice fatto che ormai è stato venduto, anzi svenduto, quasi tutto.
In tutti i programmi sono state tolte delle opere degli anni passati e non sono state inserite delle nuove.
Oggi verrà approvato un bilancio, io mi auguro di no ma credo che non sarà così, che secondo le dichiarazioni in commissione a giugno, cioè fra due giorni, vedrà delle variazioni, un bilancio che non dà punti da condividere anche per il fatto che c’è un assenza di punti per ragionare.
Ma anche se ci fossero questa maggioranza non è disposta a prendere spunti dalle opposizioni, come si fa a discutere un bilancio, se non si hanno le relazione degli assessori.
Come può incidere la minoranza su dei punti che fino al giorno del consiglio non ne è a conoscenza.
Poi parliamo di partecipazione, l’anno passato la maggioranza si è fatta la bocca piena con questa parola “partecipazione”, partecipando si cambia, infatti non si vuole cambiare e allora basta partecipazione, quest’anno c’è il bilancio trasparente, l’anno prossimo il bilancio chi sa.
Comunque il Pd deve stare attento, da oggi in poi An sorveglierà e monitorerà come si comportano, a 3, a 90 e 120 giorni, come un malato di parodontite.
Io credo che la miglior cosa da fare è quella di riportare al più presto, le chiavi del paese a Roma, e aspettare che la popolazione decida chi deve governare il paese, tanto un anno di commissario non potrebbe fare peggio di così.
Federico Pasquinelli
Consigliere comunale
La Sinistra L'Arcobaleno