- Il tempo non è dalla parte della Talete.
Il provvedimento del tribunale, che dando ragione alla Provincia di fatto sospende il consiglio d’amministrazione della società idrica, rischia di determinare un effetto domino dalle conseguenze disastrose.
Non appena arriverà la comunicazione a consiglieri e presidenti, decadranno dalle loro funzioni.
Talete resterà senza una guida.
Perché il cda attuale decade per effetto della decisione dei giudici, mentre il precedente è decaduto per via della Finanziaria che ha portato da undici a tre i componenti.
Quindi l’unico organo che può convocare l’assemblea dei soci è il collegio dei revisori.
Ma non l’attuale, anch’esso decaduto. Il precedente. Una convocazione che deve essere fatta celermente per riportare all’ordine del giorno tutte le delibere votate e che hanno perso d’efficacia.
Una corsa contro il tempo. Solo per ripristinare la situazione attuale.
Poi restano sul piatto le grandi questioni come la ricapitalizzazione e la manovra di bilancio.
Se non si fanno entro il trenta giugno, Talete sarà messa in liquidazione. E il sogno dell’acqua pubblica a Viterbo, potrebbe evaporare.
Già con il cda nel pieno delle sue funzioni sarebbe stata un’impresa trovare l’accordo, ora che va nominato anche un nuovo consiglio d’amministrazione, quello che era difficile sembra impossibile.
Dall’assemblea dei sindaci di novembre in cui furono nominati gli organi dirigenti, la politica non ha fatto grandi sforzi per ritrovare una gestione condivisa. Oggi quello che non è stato fatto in sei mesi andrebbe messo in pratica in pochi giorni.
Altrimenti Talete diventerà un buco nell’acqua.
Intanto la società, contro la decisione dei giudici presenterà un reclamo, come previsto per legge. Puntando su alcuni passaggi che sembrerebbero essere forzati sotto il profilo dell’interpretazione.
Un atto dovuto, mentre c’è chi si augura che scorra via, trasportata da fatti concreti, la sensazione che tutto sembra essere sfuggito di mano agli attori che in questi mesi hanno avuto ruoli più o meno in primo piano nella vicenda Talete.
Per i quali nessuno pensa di candidarli all’Oscar.