- “La nostra è una città che è stata per troppo tempo divisa, frammentata
Le occasioni che abbiamo davanti ci impongono, viceversa, di ricercare il massimo della condivisione, in nome di un progetto di sviluppo che non è di una parte, a scapito dell’altra, ma che, al contrario, coinvolge di ogni componente politica, sociale ed economica di Tuscania”.
Il presidente del Consiglio comunale, Regino Brachetti, riprendendo un tema a lui caro, riproposto con forza anche nell’ultima seduta consiliare, torna ad auspicare uno scenario amministrativo in cui, sui grandi temi, maggioranza e opposizione lavorino all’unisono, nel rispetto dei ruoli e delle attribuzioni.
“Questo non significa rincorrere l’inciucismo spiega Brachetti anzi, è giusto che la coalizione che ha responsabilità di governo eserciti la sua funzione di indirizzo e di proposta, oltre che di sintesi, e che l’opposizione svolga il ruolo istituzionale di controllo e di pungolo.
La maturità di una classe politica chiamata ad amministrare si misura, però, con la sua capacità di andare oltre le polemiche strumentali o la logica del muro contro muro.
Oggi sono due le opportunità che abbiamo, per offrire alla società tuscanese una occasione di crescita reale e duratura: queste sono il Centro di cura e ricerca sull’Alzheimer, e l’Istituto Superiore di Arti Culinarie.
Entrambe rappresentano anche la cartina di tornasole per il senso di responsabilità di cui parlavo, che la città, per altro, ci chiede.
Nel primo caso, grazie anche all’attenzione e alla disponibilità mostrata nei confronti del nostro territorio dal Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, Tuscania ha la possibilità di ospitare una centro scientifico di livello internazionale, capace pure di attivare un effetto moltiplicatore per strutture collegate di natura sanitaria e assistenziale.
Nel secondo, in virtù di una collaborazione con uno dei più grandi operatori del settore in Europa, realizzeremo a Tuscania una università per le arti culinarie, oltre che un centro polifunzionale, in grado di formare e attrarre migliaia di professionisti del comparto, provenienti da ogni parte del mondo. In tutti e due i casi, si tratta di progetti di enorme valenza, non solo per quello che rappresentano, ma anche per l’indotto economico e occupazionale che sono in grado di innescare.
A ciò possiamo aggiungere l’azione di pressione promossa di recente dall’Amministrazione nei confronti della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Lazio, affinchè venga risolta, attraverso una intesa con il Comune, l’annosa e deprimente questione delle Basiliche di S. Pietro e S. Maria, che compromette l’immagine della città.
E’ questo il presupposto per la creazione di un sistema turistico integrato al quale stiamo lavorando. Si tratta di sfide che, fatto salvo il diritto di ognuno di avere una propria opinione, e la indispensabile diffusione di una nuova e più adeguata cultura dell’ospitalità, non possono naufragare nel pantano della diatriba politica di piccolo cabotaggio. Sarebbero i nostri figli, per primi, a non perdonarcelo”.