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Il sindaco Marini
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- Deputato o sindaco? Questo è il problema.
Giulio Marini una scelta l'aveva fatta. Tenere il piede su due incarichi. Si può fare, aveva detto. Con il positivo effetto di risparmiare alle casse comunali i soldi per il suo incarico.
Un primo cittadino a costo zero per la collettività.
Tutti felici e contenti. Tutti o quasi. Perché a quanto è dato sapere, al primo dei non eletti Pdl alla Camera, collegio Lazio 2, lo stesso in cui Marini figurava al numero dieci, la cosa non sarebbe andata giù.
Così, Angelo Santori avrebbe preso carta e penna, presentando ricorso alla giunta delle elezioni. Ricorso contro l'elezione a deputato, appunto, del sindaco di Viterbo Giulio Marini.
Motivo della contestazione: il neo primo cittadino sarebbe stato ineleggibile e incompatibile. In base a una norma secondo cui per i comuni con più di ventimila abitanti non si può essere contemporaneamente primo cittadino e deputato.
Tanto più se la città che si ha l'onere e l'onore di guidare è piuttosto grande. Caso in cui Marini rientrerebbe.
Ma il sindaco di Viterbo non è il solo parlamentare a ricadere in questa situazione. Ci si trovano, tra gli altri, anche due presidenti di provincia (Maria Teresa Armosino da Asti e Antonio Pepe da Foggia).
Oltre al sindaco di Brescia Adriano Paroli, lo stesso che Marini portava come esempio quando in campagna elettorale gli si rivolgeva la domanda su eventuali incompatibilità. “Si può fare sindaco e deputato lui spiegava che si trova a Brescia, ben più distante di Viterbo, a maggior ragione posso farlo io, trovandomi molto più vicino”.
Ragionamento che non fa una piega, solo che Paroli, come i due presidenti di provincia non si sarebbero trovati sulla strada deputati pronti a fare ricorso alla giunta delle elezioni della Camera dei deputati.
Il condizionale è d'obbligo, visto che i responsabili della giunta delle elezioni si sono trincerati dietro il più classico e scontato dei no comment. O quasi.
Alla prima telefonata hanno negato che ci fossero ricorsi presentati.
Insistendo, alla seconda hanno ammesso che i termini per i ricorsi erano scaduti e se quello contro Marini era stato presentato, forse si trovava al protocollo. Richiamare nel pomeriggio. A quel punto però, i responsabili ricordano che i ricorsi sono secretati fin quando non sono esaminati.
Nulla da eccepire. Trattandosi di un eletto e di una carica pubblica, perché i comuni mortali dovrebbero essere informati? Quando si dice la trasparenza...
Non resta che la via delle indiscrezioni. Voce confermata.
Qualcuno per Giulio Marini sfoglia la margherita. Deputato o sindaco? Ma non è detto che tra le due ipotesi, a prevalere non sia la terza.