Riceviamo e pubblichiamo - Sembrerebbe proprio che la Talete non finisca di riservare amare sorprese nella gestione del servizio idrico integrato nell’Ato 1 Lazio nord.
E’ di ieri la notizia di un debito pari a 900 mila euro nei confronti della Robur per i servizi resi in quest’ultimo periodo alla società, sommato ai 1.300.000 euro per le professionalità tecniche, che si identifica nell’acquisizione del ramo d’azienda di quest’ultima.
Agli occhi di molti Comuni, potrebbe risultare sconcertante e allarmante considerando che il capitale sociale di appena 200 mila euro si è smaterializzato e che la ricapitalizzazione, approvata all’assemblea dei soci, è stata versata solo da 11 soci su 61 comportando una preoccupazione imperante
Non è una novità però, per il sindaco di Vitorchiano, Gemini Ciancolini che fu il primo a segnalare l’imminente sfacelo che avrebbe investito non solo la Talete ma soprattutto i Comuni aderenti, a causa di una gestione partitica che ha prevalso sul diritto del bene pubblico quale l’acqua, da sempre patrimonio di tutti.
Solo qualche giorno fa il sindaco di Bomarzo, Stefano Bonori, al quale Ciancolini esprime la sua stima e simpatia, aveva espresso perplessità sulle motivazioni per le quali molti suoi colleghi, tra cui il primo cittadino di Vitorchiano, ponessero dei paletti sulla gestione della spa, con il conseguente rischio di far saltare gli ingranaggi societari.
Ma gli ingranaggi di cui parla Bonori sono stati bloccati dall’attuale bilancio finanziario largamente deducibile nelle previsioni di Ciancolini, il quale ha manifestato da tempo, il suo disappunto sulla conduzione dell’attuale cda che vede unici rappresentanti esponenti di centro destra. I quali si sono astenuti, lasciando il tavolo della discussione, dalla votazione dell’ordine del giorno di una settimana fa.
Nonostante le numerose battaglie, per evitare la privatizzazione del servizio idrico, l’effetto sarà, se si procede su questa linea, di consegnare il bene pubblico alle banche, le quali saranno compiaciute da tali vicende.
Mentre i comuni, saliti su un convoglio con destinazione incerta e trainati da una motrice partitica, non in grado di condurre una gestione ottimale nel settore finanziario e idrogeologico, dovranno affrontare delle tariffe esose e fuori misura.
Sembrerebbe infatti, che il comune di Montefiascone abbia pagato delle tariffe decisamente onerose per sostenere i costi del servizio idrico, non delle utenze private ma, anche delle utenze pubbliche quali fontane, servizi igienici pubblici, irrigazione di parchi e giardini.
Lo sgomento del Sindaco Ciancolini si riflette su una azione referendaria, attraverso la quale i cittadini saranno chiamati ad esprimersi in modo forte e tangibile, anche come monito per tutti i partiti.
Per concludere un ultima considerazione:
“Perché il Centro Destra ha calato il silenzio tomabale sull’intera vicenda?
Il Santucci che si esprime e si esplica in modo risibile, dove era negli ultimi dieci anni?
Ad esplorare nuovi pianeti? Ed i suoi sodali del centrodestra compreso l’ottimo sindaco di Bolsena si occupavano di vacanze oppure come noi avevano a cuore la Talete, il Siit e il Cobalb?
Chi ha provocato questo deterioramento per coprire magagne e vizi nuove, antiche e antichissime. Forse centra qualche patto di stabilità non onorato?
Chi vorrà rispondere finalmente dal centrodestra?
Gemini Ciancolini
Sindaco di Vitorchiano