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Vincenzo Signorelli con il generale Palumbo
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- Venticinque parà viterbesi a Venezia in occasione del raduno nazionale dei paracadutisti d'Italia.
L''isola di san Servolo, il casinò municipale ed il Lido si sono tinti di amaranto in occasione dei vari eventi magistralmente organizzati dalla sezione dei parà veneziani.
La sfilata che dall'arsenale ha visto oltre cinquemila paracadutisti marciare sino a piazza S.Marco, ha rappresentato il momento topico del raduno.
Particolarmente toccante l'omelia ai caduti: il cappellano militare ha annoverato l'epopea di El Almein come il più significativo gesto di coraggio della storia militare di tutti i tempi, assimilabile, per gesti di eroismo e coraggio, solamente all'epica battaglia delle Termopili.
In prima fila a sfilare nei ranghi della rappresentanza viterbese il novantunenne Vincenzo Signorelli: uno degli ultimi superstiti sopravvissuti all'ecatombe che decimò gli oltre tremila folgorini caduti in africa settentrionale.
"Grande emozione - afferma Giovanni Bartoletti, presidente della locale associazione paracadutisti - nel vedere la rappresentanza della nostra città, culla del paracadutismo militare italiano, sfilare sotto il leone della serenissima.
Gli occhi lucidi di quei reduci che in nome di un'ideale chiamato Italia hanno combattuto all'arma bianca contro i carri armati inglesi, dovrebbero essere immortalati virtualmente nella mente di ogni giovane quale monito, affinché, mai più nella storia si verifichi un'altra Alamein".