Riceviamo e pubblichiamo - Signor sindaco,
vivo a Fabrica di Roma da circa due anni, più o meno da quando lei ne è divenuto il primo cittadino.
Potrei parlarle di molte cose che mi lasciano alquanto amareggiato, ma l’argomento che vorrei farle presente oggi, e che sfugge da ogni logica, è quello della gestione dei rifiuti.
In questi due anni, se non se ne fosse accorto, c’è stata una progressiva diminuzione dei cassonetti della spazzatura, sia quelli per l’immondizia generale, sia quelli per la raccolta differenziata.
Ciò ha provocato, da una parte, l’indecenza a cui siamo ormai troppo spesso abituati, di cassonetti stracolmi che costringono le persone a gettare la spazzatura per strada, dall’altra, la riduzione ulteriore della percentuale della raccolta differenziata.
Ma è possibile che in due anni non si sia riusciti a prendere una decisione volta a migliorare questa situazione?
Lo sa che esistono leggi europee, nazionali e regionali che obbligano alla raccolta differenziata e al riciclo dei rifiuti? Lo sa che i cassonetti per la plastica, la carta, il vetro e l’alluminio dovrebbe essere in ogni angolo e che le persone dovrebbero essere incentivate ad utilizzarli?
Lo sa che in tutto il mondo il sistema di prelievo porta a porta è risultato il più efficiente?
E’ possibile che io debba portare la mia plastica e la mia carta a Civita Castellana?
Forse qualcosa diviene più chiaro, quando leggo la sua posizione favorevole agli inceneritori. Perché un inceneritore per funzionare in maniera economicamente accettabile deve essere in grado di ingoiare grandi quantità di rifiuti indifferenziati.
E allora le chiedo: si è posto il problema che una tale struttura produrrebbe in termini di salute della popolazione?
Forse farebbe bene ad informarsi sui danni che stanno emergendo, danni che hanno portato tutto il mondo a fermarne la costruzione e ad ipotizzare la sostituzione di quelli attualmente presenti con metodiche più sostenibili.
Se poi crede che l’inceneritore, oltre al problema dei rifiuti, risolverà anche quello dell’occupazione, la vorrei informare che sta compiendo un doppio errore, perché un inceneritore genera pochissima occupazione, e solo per lavori pericolosi.
Perciò, signor Palmegiani, La invito a cambiare rotta rapidamente, intraprendendo l’unica strada che porta ad una soluzione per il problema dei rifiuti in modo salutare ed economico, l’unica in grado di creare nuovi posti di lavoro e in grado di tutelare gli interessi di tutti e non solo di quei pochi che ancora spingono alla realizzazione degli inceneritori per il loro tornaconto personale: la raccolta differenziata ed il riciclo.
Federico Chiovelli
Grilli viterbesi