Riceviamo e pubblichiamo - Giudizio positivo sulla proposta di Confindustria di voler legare gli aumenti salariali ad aumenti di produttività, si tratta solo di trattare ciò che viene inteso sotto la voce “produttività”, nella nostra proposta integrativa presentata, a sorta di esempio abbiamo ipotizzato alcuni elementi ma è chiaro che possono essere anche altri, il risultato certo alla fine dovrà essere che il lavoratore che lavora ed apporta contributo all’azienda deve contare su un’indennità economica aggiuntiva e raggiungibile nella normale laboriosità e perizia dovuta.
Se le volontà permane forse siamo arrivati finalmente ad una svolta innovativa, fare una contrattazione integrativa vera che riuscirà ad essere sostanziosa economicamente, lo strano in questo è che a proporla siano proprio i datori di lavoro, ma il sindacato c’è ancora?
Davvero ancora qualche sindacato ha l’idea che basta presentarsi all’appuntamento per ricevere qualcosa"
Quando si riuscirà a valorizzare l’apporto umano nella produzione? Quando la perizia e la capacità? e quando l’attaccamento all’impresa?
Quando si riuscirà a ricevere risultato economico in cambio di un aumento di produzione? anche questo è aumento della produttività!
Senza dubbio il sindacato è a corto di idee oppure è troppo lontano dai posti di lavoro, un sindacato che non riesce a guardare nel posto di lavoro all’interno delle aziende per anticiparne l’evoluzione e riuscire a gestirla non ha scopo di esserci, l’apatia e l’appiattimento non portano risultati né economici né evolutivi e tanto meno sviluppo dell’impresa che poi è lo stesso soggetto che deve retribuire il risultato, il sindacato deve essere il promotore e il progettista di un nuovo modo di vedere l’impresa lavorando per ottenerne il vantaggio maggiore ( per gli operai) senza trascurare la solidità dell’azienda, l’integrativo scaduto e che si cerca di rinnovare con i stessi presupposti ripetuti altre due volte non sembra essere una grande opera di ingegno.
Nel merito della trattativa aperta, giudizio negativo per la brillante proposta di altre organizzazioni sindacali ( Filcem-Cgil e Femca Cisl) di proporre una regolamentazione della mobilità aziendale, a parte che i buoi ormai sono scappati dalla stalla e pure dal recinto, proposte del genere le avremmo capite solo se le avesse presentate Confindustria, che siano stati dei sindacati a presentarla solleva preoccupazioni.
Ed ancor più preoccupazione solleva la volontà di voler rinnovare un’integrativo (anche se provinciale) con tavoli separati, forse qualche sindacato pensa di ottenere risultati maggiori trattando con i sindacati divisi, il giudizio lo sapranno dare i lavoratori.
Francesco Pantaleo
Segretario generale Fialc Cisal