Riceviamo e pubblichiamo - Lo scandalo delle nomine di tre nuovi dirigenti sulla base di un bando pubblicato da Natale a S. Stefano, anzi per l'esattezza dal 21 al 27 dicembre, solo sul sito della ASL, ha messo in evidenza altri aspetti. Il primo che I tre dirigenti nominati su cinque domande presentate, sono tutti firmatari dell'appello al voto in favore della lista del Pd in cui era candidata, al seguito dell'ex ministro Fioroni, la moglie del direttore generale della ASL.
Il secondo è che ci sono seri dubbi che il titolo di studio sia idoneo per ricoprire il ruolo di dirigente.
Il terzo consiste nel fatto che non c'è alcun bisogno di nominare tre nuovi dirigenti.
Spiego perchè: alla ASL di Viterbo, abbiamo già 87 primari e 35 "primarietti". Un primario, per legge, deve essere a capo di una struttura complessa, con almeno venti unità alle proprie dipendenza.
Su 87, solo 38, hanno questo requisiti. Inoltre, le strutture complesse, vengono frammentate in strutture semplici con la nomina di nuovi primari ( iprimarietti), con conseguente aumento di spese.
Facciamo l' esempio della frammentazione di una struttura complessa.
Da ortopedia generale, si crea ortopedia della spalla, ortopedia del ginocchio, ortopedia della mano o del piede, e si creano altrettanti primarietti, oltre ovviamente al primario generale.
Primari e primarietti, sono scelti dal direttore generale ed ovviamente è solo un caso, che appartengano alla stessa corrente politica. Infine alla ASL di Viterbo su 3200 dipendenti, ci sono 705 dirigenti complessivi, compresi i tre assunti a S.Stefano, più 112 consulenti esterni che dirigono a vario titolo.
817 in tutto. Vuol dire che tra generali e colonnelli, ce n'è uno ogni tre soldati. Come l'esercito di "Franceschiello".
Luigi Daga