Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata agli enti locali dei parenti degli ospiti della Rsa - Quali familiari ed ospiti di Rsa della Provincia di Viterbo, abbiamo appreso con viva sorpresa dai locali organi di stampa dell'esistenza di una proposta di regolamento di attuazione della delibera n.98, i cui contenuti hanno destato forte allarme tra i cittadini interessati.
Dalle scarne informazioni riportate sembrerebbe che i Comuni del distretto VT 4 si accingano, non si comprende in virtù di quale potere, a suddividere la categoria dei soggetti con reddito inferiore ad euro 13.000 in tre ulteriori fasce di contribuzione.
Si apprende inoltre che le menzionate amministrazioni avrebbero deciso di individuare “le modalità di compartecipazione dei parenti di primo grado” degli ospiti delle Rsa nella retta, determinando così di loro unilaterale iniziativa, una ulteriore categoria di debitori.
Sebbene il contenuto della proposta non sia noto nel dettaglio, emerge sin da ora il sua contrasto con la delibera n.98/2007 ed atti successivi, nonché con altre vigenti normative di carattere nazionale.
Appare inoltre inaccettabile il tentativo di scaricare sugli utenti e sui loro familiari le difficoltà economiche dei Comuni, che andrebbero invece sottoposte all'attenzione della Regione Lazio.
La delibera n.98/2007 deve essere modificata, ma ciò deve avvenire su iniziativa dei competenti organi regionali, attraverso la concertazione con i comitati e le associazioni civiche.
Evidenziamo sin da adesso la nostra ferma intenzione di opporci, nelle competenti sedi giudiziarie, ad ogni provvedimento che leda i nostri diritti.
A tal fine abbiamo conferito mandato all'avvocato Carlo Mezzetti del Foro di Viterbo.
Comitato parenti Rsa