Riceviamo e pubblichiamo - La Camera penale di Viterbo, organismo che rappresenta gli avvocati penalisti, aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane, in relazione alla diffusione delle notizie stampa relative all’operazione denominata “il gatto e la volpe”, del 29 gennaio prende atto, ancora una volta, della lesione dei principi e diritti fondamentali di ogni cittadino.
In particolare, la Camera Penale di Viterbo intende stigmatizzare la diffusione e l’uso per scopi giornalistici delle foto segnaletiche delle persone indagate nell’indagine.
Al riguardo, si osserva come la particolare problematica abbia costituito oggetto di specifica attenzione da parte del garante per la privacy, il quale ha precisato che le foto segnaletiche, anche se esposte nel corso di conferenze stampa tenute dalle forze dell'ordine o comunque acquisite lecitamente, non possono essere diffuse se non in vista del perseguimento delle specifiche finalità per le quali sono state originariamente raccolte (accertamento, prevenzione e repressione dei reati).
Inoltre, anche nell'ipotesi di evidente e indiscutibile "necessità di giustizia o di polizia" alla diffusione di queste immagini, "il diritto alla riservatezza ed alla tutela della dignità personale va sempre tenuto nella massima considerazione".
Tali principi, più volte ricordati dal Garante, trovano conferma in diverse circolari emanate dalle forze di polizia, oltre ad essere richiamati, con riferimento alla generalità dei dati personali, nell'art. 25, comma 2 del Codice della Privacy.
Le foto segnaletiche sono idonee di per sé a rivelare lo stato di detenzione, enfatizzando visivamente la notizia della misura restrittiva della libertà personale. Ciò comporta una grave lesione della dignità della persona, anche di quella arrestata, il cui rispetto è invece riconosciuto dal codice deontologico dei giornalisti.
Gli avvocati penalisti, che si trovano spesso soli, in questo paese a difendere i principi costituzionali nel processo ed i valori dello stato di diritto nei confronti di tutti i cittadini, denunciano ancora una volta la violazione dei diritti fondamentali alla riservatezza ed alla tutela della dignità personale.
Il presidente della camera penale
Sergio Racioppa
Il segretario della camera penale
Fabrizio Ballarini