Viterbo - Operazione "Il gatto e la volpe" dei Carabinieri - Impegnati 250 militari Truffe, droga e armi, tra gli arrestati professionisti e imprenditori 28 gennaio 2008 - ore 16,00
Stefano Franceschini
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Federici De Angelis
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Christian Bendia
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Fabrizio Barbagli
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Giacomo Borsari
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Giovanni Comparelli
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Lorenzo Barbagli
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Valentina Camicia
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Erika Faccenda
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Stefano Gatto
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Daniele Giuranna
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Massimo Marini
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Serena Leoncelli
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Roberto Parrino
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Luca Persi
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Patrizio Ricci
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Angelo Rondini
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Francesca Sacripanti
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Mario Zurlo
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- Operazione “Il gatto e la volpe”: 21 arresti, 85 perquisizioni, 461 capi di imputazione. Impegnati 250 carabinieri, un elicottero e unità cinofile.
Intorno alle 3,30 dell’alba i carabinieri della compagnia di Viterbo, coadiuvati da altri militari di rinforzo provenienti dalla Regione, hanno eseguito: 23 misure cautelari: 8 in carcere, 11 agli arresti domiciliari e 4 obbligo di firma. Due persone sono ancora ricercate. 85 sono state le perquisizioni personali e di locali.
Le indagini, avviate nel 2006 a seguito del rinvenimento di armi in un pozzo a Vetralla, si sono sviluppate attraverso tre direttrici: associazione a delinquere a scopo di truffa nei confronti di istituti di credito e finanziare; detenzione di armi e narcotraffico.
55 globalmente sono gli indagati.
I capi di imputazione vanno dall’associazione per delinquere, alle truffe, ricettazione, riciclaggio, alla falsificazione di documenti, al traffico di droghe, alla violazione delle norme in materia di armi ed altro.
Per un totale di 461 capi di imputazione.
L'associazione per delinquere vedeva nelle sue fila in posizione preminente Stefano Franceschini, Federico De Angelis.
Sono ancora ricercati il capo dell'organizzazione, un viterbese, e un altro membro dell’organizzazione.
Ci sono, inoltre, alcuni fiancheggiatori, tra cui un commercialista, un commerciante, un geometra, un'avvocatessa e due ragazze residenti nella provincia di Riccione, che sono indagate in stato di libertà.
Nell'organizzazione anche un paio di coppie: Massimo Marini sposato con Francesca Sacripanti e Christian Bendia con Serena Leoncelli di Tarquinia.
L’organizzazione aveva stabilito la base operativa nel negozio denominato “Import - Export” a Viterbo, via dei Mille n. 28.
Gli arrestati sono: Stefano Franceschini, detto "Caschetto", commerciante viterbese di 44 anni, considerato l'organizzatore della struttura; Fabrizio Bargagli, operaio viterbese di 36 anni; Lorenzo Bargagli, 34enne operaio di Seggiano (Gr); Christian Bendia, 30 enne di Viterbo, muratore; Federico De Angelis, 32 enne di Fiano Romano (Rm), autotrasportatore; Massimo Marini, imprenditore 30enne di Viterbo; Luca Persi, 24enne operaio di Viterbo; Patrizio Ricci, detto "Lo Zoppo", 47 enne di Viterbo.
Agli arresti domiciliari sono invece finiti: Stefano Gatto, detto "Micio", 27enne geometra di Viterbo; Serena Leoncelli, 26enne di Tarquinia; Roberto Parrino, 36enne di Bolsena; Mario Zurlo, 28enne autotrasportatore di Blera; Francesca Sacripanti, 30 enne di Viterbo, assistente agli anziani; Daniele Giuranna, 36 enne di Viterbo; Giovanni Comparelli, 46enne di Ercolano (Na), ambulante residente a Roma; Erika Faccenda, 27enne di Viterbo, assistente agli anziani; Angelo Rondini, 50 enne operaio di Vetralla; Valentina Camicia, 30enne avvocato di Montefiascone; Giacomo Borsari, 38enne di Montefiascone, ristoratore.
Sono invece stati sottoposti all'obbligo di firma: Antonello Cardoni, 36enne di Viterbo; Nicola Giannotti, 39enne di Ischia di Castro; Simone Oldani, 27 enne di Tuscania; Enrico Grassotti, 33enne di Viterbo.
Le finalità dell’organizzazione erano quelle di consumare truffe ai danni di istituti di credito e società finanziarie attraverso documenti di identità e contabili falsi.
Alcuni documenti provenivano addirittura da gravi delitti, quali una rapina a mano armata consumata negli uffici anagrafe di Sant’Anastasia (Na).
Nella falsificazione dei documenti gli indagati utilizzavano le generalità di ignari cittadini che, poi, si trovavano ad essere debitori nei confronti di banche o finanziarie nonché intestatari di utenze telefoniche, società commerciali ed autovetture.
L'operazione Il gatto e la volpe
All’alba di oggi i carabinieri della Compagnia di Viterbo hanno dato esecuzione a 25 provvedimenti cautelari ( 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 11 arresti domiciliari e 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria), emesse dal Gip del Tribunale di Viterbo Rita Cialoni - per un’indagine che ha consentito di sgominare una organizzazione criminale dedita a truffe a danno di istituti di credito e società finanziarie, e al traffico di droga.
Le indagini, iniziate nell’estate del 2006 e coordinate dal sostituto procuratore Stefano D’Arma, sono durate all’incirca un anno e sono state particolarmente complesse, consentendo oltre all’emissione dei provvedimenti, di indagare altre 34 persone alle quali sono contestati in totale ben 461 capi di imputazione che vanno dai reati di associazione a delinquere, truffa e traffico di stupefacenti, alla falsificazione di documenti, alla sostituzione di persona, ricettazione e detenzione abusiva di armi.
Gli arrestati in carcere sono:
1. FRANCESCHINI STEFANO, detto “Caschetto””, commerciante viterbese di 44 anni, considerato l’organizzatore del sodalizio;
2. BARGAGLI FABRIZIO, operaio viterbese di 36 anni;
3. BARGAGLI LORENZO, 34 enne operaio di Seggiano (GR);
4. BENDIA CHRISTIAN, 30 enne di Viterbo, muratore;
5. DE ANGELIS FEDERICO, 32 enne di Fiano Romano (RM), autotrasportatore;
6. MARINI MASSIMO, imprenditore 30enne di Viterbo;
7. PERSI LUCA, 24 enne operaio di Viterbo;
8. RICCI PATRIZIO, detto “lo Zoppo”, 47 enne di Viterbo.
Agli arresti domiciliari sono invece finiti:
9. GATTO STEFANO, detto “Micio” , 27 enne geometra di Viterbo;
10. LEONCELLI SERENA, 26 enne di Tarquinia (VT();
11. PARRINO ROBERTO, 36 enne di Bolsena (VT);
12. ZURLO MARIO, 28 enne autotrasportatore di Blera (VT);
13. COMPARELLI GIOVANNI, 46 enne di Ercolano (NA), ambulante residente a Roma;
14. SACRIPANTI FRANCESCA, 30 enne di Viterbo, assistente agli anziani;
15. GIURANNA DANIELE, 36 enne di Vietrbo;
16. FACCENDA ERIKA, 27 enne di Viterbo, assistente agli anziani;
17. RONDINI ANGELO, 50 enne operaio di Vetralla (VT);
18. CAMICIA VALENTINA, 30 enne avvocato di Montefiascone;
19. BORSARI GIACOMO, 38 enne di Montefiascone, ristoratore.
Sono invece stati sottoposti alla misura meno affittiva dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria
20. CARDONI ANTONELLO, 36 enne di Viterbo;
21. GIANNOTTI NICOLA, 39 enne di Ischia di Castro (VT);
22. OLDANI SIMONE, 27 enne di Tuscania;
23. GRASSOTTI ENRICO, 33 enne di Viterbo.
L’operazione è ancora in corso.
L’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE:
La grave accusa di associazione a delinquere è scattata per i soli capi e organizzatori della banda criminale, cioè per coloro che erano, a tempo pieno, associati allo scopo di commettere truffe a danno di istituti di credito e società finanziarie, con l’appoggio di altre persone indagate.
L’organizzazione aveva anche una vera e propria sede individuata nel punto vendita “Import-Export” di via dei Mille che costituiva copertura per l’illecita attività.
All’interno di tale esercizio, nell’ottobre del 2006, è stata eseguita una perquisizione che ha fatto trovare carte d‘identità, buste paga e cud falsi.
LE TRUFFE
Diversi sono gli episodi fraudolenti, tentati o consumati, secondo un copione ben collaudato.
L’organizzazione si procurava o falsificava documenti di identità (ma anche buste paga, certificati di nascita o residenza, utenze telefoniche attivate sotto falso nome, false carte di circolazione e di proprietà, e altro).
Con tali falsi documenti, che riportavano generalità di persone inesistenti (ma in qualche caso anche di persone esistenti che, del tutto inconsapevolmente, si ritrovavano intestatari di società, di mutui e di prestiti), richiedevano l’emissione di codice fiscale e, in qualche caso, l’iscrizione di una nuova ditta presso la Camera di commercio.
I membri dell'organizzazione si presentavano presso istituti di credito per l’apertura di conti bancari, richiedendo l’emissione di carnet di assegni, l’apertura di finanziamenti o prestiti personali, il rilascio di carte di credito.
TRUFFE CONSUMATE
VITTIME
IMPORTI
MODALITA’
- CARIORVIETO
- società finanziaria “SANTANDER CONSUMER”
17 MILA EURO
con documenti falsi riuscivano, a farsi rilasciare il codice fiscale e partita Iva dall’ufficio delle Entrate di Viterbo, ad aprire un conto corrente ed a stipulare un contratto di finanziamento per circa 17 mila euro per l’acquisto di una autovettura Kia Sorento.
- CASSA DI RISPARMIO DI ORVIETO filiale di Viterbo
- società finanziaria “SANTANDER CONSUMER”
12.324,00 EURO
Ottenevano un finanziamento per l’acquisto di una SMART Coupè presentando documenti falsi intestati a MANGHI Paolo, persona inesistente
- CASSA DI RISPARMIO DI ORVIETO filiale di Viterbo
- società finanziaria “FIDITALIA”
4.469,00 EURO
Ottenevano un finanziamento per l’acquisto di una VESPA PIAGGIO presentando documenti falsi intestati a MANGHI Paolo, persona inesistente
- CASSA DI RISPARMIO DI ORVIETO filiale di Viterbo
Non quantificabile.
Aprivano un conto corrente intestandolo a DI LETTA Mario, persona inesistente.
- POSTE ITALIANE Ufficio di Viterbo n. 2
- Società finanziaria “COMPASS”
1.600,oo EURO
Con carta d’identità falsa intestata a FASANO Stefano, persona inesistente, riuscivano ad aprire un conto corrente ottenendo un finanziamento per l’acquisto di elettrodomestici presso il negozio BERNABEI di Viterbo;
- POSTE ITALIANE Ufficio di Viterbo n. 1
- società finanziaria “FIDITALIA”
1.700,oo EURO
Con carta d’identità falsa intestata a CATALANO Daniele, persona inesistente, riuscivano ad aprire un conto corrente ottenendo un finanziamento per l’acquisto di un computer;
- società finanziaria “FIDITALIA”
12.150,oo EURO
Ottenevano un finanziamento per l’acquisto di una LANCIA MUSA presso la VEGAUTO di Viterbo, presentando documenti falsi intestati a CATALANO Daniele, persona inesistente;
- società finanziaria EQUILON
8.314,oo EURO
Con documenti intestati a CATALANO Daniele, persona inesistente, ottenevano un prestito personale ;
- società finanziaria PLUSVALORE
3.654,00 EURO
Con documenti intestati a CATALANO Daniele, persona inesistente, ottenevano un prestito personale;
- AMERICAN EXPRESS
5.756,oo EURO
Con documenti intestati a CATALANO Daniele, persona inesistente, ottenevano il rilascio di carta di credito che veniva annullata solo con il passivo indicato;
- società finanziaria DIALOGA AGOS
1.715,oo EURO
Con documenti intestati a CATALANO Daniele, persona inesistente, ottenevano il rilascio di carta di credito che veniva annullata solo con il passivo indicato;
- FIDITALIA
509,oo EURO
Con documenti intestati a CATALANO Daniele, persona inesistente, ottenevano il rilascio di carta di credito che veniva annullata solo con il passivo indicato;
- POSTE ITALIANE Ufficio di Viterbo n. 2
1.056,OO EURO
Con documenti intestati a persona inesistente, attivavano conto corrente;
- BANCO DI BRESCIA filiale di Viterbo . 1
23.863,00 EURO
Con documenti falsi intestati a persona inesistente, riuscivano ad attivare un conto corrente ed ottenevano un prestito personale;
- società finanziaria “SANTANDER CONSUMER”
3.149,00 EURO
Ottenevano, con documenti intestati a LAUDI Davide, di fatto inesistente, un finanziamento per l’acquisto di un computer presso il negozio UNIEURO di Afragola (NA);
- TELECOM
Non quantificabile al momento
Ottenevano, con l’esibizione di falsi documenti, l’attivazione di due utenze telefoniche fisse;
Totale societa’ truffate
Totale proventi attività delittuosa
21
97.259,00 euro
TRUFFE TENTATE
VITTIME
IMPORTI
MODALITA’
BANCA CARIGE
Di Viterbo
135 MILA EURO
Richiesta di un mutuo bancario per l’acquisto di un immobile di proprietà di FRANCESCHINI. Con un documento falso intestato a BARBARANELLI Massimo, persona inesistente, chiedeva l’erogazione di un mutuo;
- FINECOBANK
- BANCA DI TOSCANA
20 MILA EURO
utilizzando una carta d’identità falsa intestata a tale PIERINI Enrico, persona inesistente, nonché certificati di residenza e attribuzione del codice fiscale pure falsi, richiedeva un finanziamento per 20mila euro,
- BANCA MEDIOLANUM
- Società finanziaria “COMPASS”
7.500,00 EURO
Tentavano l’acquisto di una motocicletta Honda Transalp presso il concessionario FALISCA MOTO
- Società finanziaria FIDITALIA
7 MILA EURO
Tentavano l’acquisto di una autovettura SMART Forfour presso la concessionaria GENCAR;
-BANCA MEDIOLANUM
tentavano , con documenti falsi intestati a sette persone inesistenti, dichiarazioni dei redditi e buste paga false, di aprire sette conti correnti.
-POSTE ITALIANE uffici di Viterbo e Roma
Tentavano l’apertura di conti correnti Banco Posta.
-Società finanziaria “COMPASS”
Tentavano l’acquisto di elettrodomestici presso il negozio IACOMINI di Vetralla.
- Società finanziaria “SANTANDER CONSUMER”
11 MILA EURO
Tentavano l’acquisto di una autovettura CHEVROLET KALOS presso la concessionaria AUTOPLUS 2 di Viterbo;
-Banca ING DIRECT
Tentavano, con falsi documenti, l’ apertura di un conto corrente
- CASSA DI RISPARMIO DI ORVIETO filiale di Viterbo
Tentavano, con documenti intestati a LAUDI DAVIDE, di fatto inesistente, l’apertura di un conto corrente
Non tutte le truffe della banda sono state scoperte o denunciate dalle vittime.
Non sono quantificabili, infatti, le truffe della banda attraverso l’emissione di assegni bancari dei carnet acquisiti dagli istituti di credito in cui avevano aperto conti correnti con false generalità.
Per quanto riguarda le truffe tentate è stato decisivo per sventarle l’intervento dell’Arma.
La maggior parte di quelle non portate a termine, infatti, sono state interrotte dagli arresti operati dai carabinieri nel corso delle indagini.
Per quanto riguardai documenti falsi c'è da mettere, inoltre, in risalto come questi fossero ben contraffatti e tali da indurre in errore non solo le vittime (nella maggioranza dei casi non si trattava di semplici cittadini ma di istituti di credito, società finanziarie, funzionari dell’Agenzia delle entrate con tutto ciò che comporta in materia di rigidità di controlli) ma addirittura le stesse forze di polizia.
Alla contraffazione della carte di identità pensava direttamente l’organizzazione attraverso un particolare software, prendendo come matrice documenti originali ma anche carte d’identità in bianco (cioè non ancora assegnate a persone fisiche ma già riportanti i numeri seriali) risultate asportate nel corso di rapina presso l’ufficio anagrafe del comune di Sant’Anastasia (Na), il che la dice lunga sulla pericolosità e sui collegamenti su cui la banda viterbese poteva contare.
Il TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI
Le indagini hanno anche messo in luce un corposo traffico di sostanze stupefacenti, che hanno consentito, nel tempo, di eseguire arresti e sequestri.
In particolare:
- Il 20.10.2006 sono stati arrestati due degli indagati, trovati rispettivamente in possesso di 32 grammi e 4,5 grammi di cocaina;
- Il 27.10.2006, sono stati arrestati altri due, trovati in possesso di 33 grammi di cocaina;
- Il 10.11.2006, sono stati arrestati Luca PERSI e Fabrizio BARGAGLI, trovati in possesso di 194 grammi di hashish;
- Il 20.11.2006, è stato arrestato Daniele GIURANNA, trovato in possesso di 412 grammi di marijuana;
- Tra settembre e novembre 2006 venivano eseguiti almeno altri tre sequestri di piccole quantità di cocaina.
L’organizzazione si riforniva prioritariamente nella zona di Castelvolturno (Ce) dove operano spacciatori nigeriani, o nella Capitale.
Nella zona di Castelvolturno, la banda si andava con una frequenza media di due tre volte a settimana, rifornendosi in quelle occasioni di quantitativi di circa 30 grammi per volta, facendosi accompagnare, in qualche occasione, dalla Valentina CAMICIA che, sia perché donna sia perché avvocato, aveva il compito di occultare sulla propria persona lo stupefacente ed evitare controlli da parte delle forze di polizia.
Ad occuparsi del reperimento della sostanza, in almeno due occasioni anche Massimo MARINI, che si avvaleva, per il successivo spaccio, della Erika FACCENDA e della Francesca SACRIPANTI.
BARGAGLI e PERSI sono accusati di aver gestito un’attività di spaccio, per lo più di hashish, rifornendosi nel grossetano dal Lorenzo BARGAGLI per quanto riguarda l’hashish, da Daniele GIURANNA per quanto riguarda la marijuana e da altri per la cocaina.
La coppia Christina BENDIA e Simona LEONCELLI è accusata di rifornirsi di cocaina da uno degli indagati per il successivo smercio sulla piazza viterbese.
Per quanto riguarda invece i soggetti destinatari di misure meno afflittive, questi sono stati individuati come consumatori dediti a episodi di piccolo spaccio.
Sono stati infine individuati più di una cinquantina di consumatori di stupefacente, che sono stati segnalati alla prefettura.
LE ARMI
La banda disponeva di armi.
Si tratta di armi con matricola abrasa e ad alto potenziale offensivo, nonché di numerose munizioni che erano state occultate in un pozzo a Vetralla.
Dal rinvenimento di queste armi è poi scaturita l’indagine.
LE PERQUISIZIONI
Il blitz di questa mattina, che ha visto all’opera circa 250 carabinieri del Provinciale di Viterbo, coadiuvati dalla compagnia Intervento operativo di Roma, unità cinofile e coordinati dall’alto da un elicottero, ha portato, oltre che agli arresti, al reperimento di una ventina di grammi di stupefacente, altri documenti falsi, carte bancomat e assegni su conti corrente attivati con false generalità.
Segno che l’organizzazione era ancora attiva, seppur già parzialmente bloccata dagli arresti avvenuti nel corso dell’indagine.