- “L’amministratore di sostegno”, come la figura istituita per legge nel 2004 al fine di assistere chi è colpito da infermità psico-fisica o dall’impossibilità di provvedere alle esigenze quotidiane, si concretizza nel Viterbese.
Questo l’argomento al centro del dibattito di oggi in Provincia, nel corso di una giornata di studi realizzata con il contributo dell’assessorato alle Politiche sociali della Provincia, dell’Ancescao e dell’Afe So.psi.t (Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia), che vede nella segreteria organizzativa la presenza dei servizi sociali del Comune di Viterbo e della Asl, e di Villa Immacolata, con la partecipazione dell’ordine degli assistenti sociali.
Erano presenti, tra gli altri, il presidente della Provincia Alessandro Mazzoli, l’assessore alle Politiche sociali Giuseppe Picchiarelli, il direttore sanitario della Asl Alessandro Compagnoni, l’assessore del Comune di Viterbo Antonio Fracassini, l’assistente sociale Pina Ciofo, i giudici tutelari del Tribunale di Viterbo e di Civitavecchia, rispettivamente Alessandro Pascolini e Stefania Ciani.
L’amministratore di sostegno è una figura istituita dalla legge numero 6 del 2004, nominata dal giudice tutelare al fini di assistere, sostenere, rappresentare con la minore limitazione possibile della capacità d’agire, chi per effetto di un’infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trovi nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere in tutto o in parte all’espletamento delle funzioni di vita quotidiana.
“Gli attori qui presenti ha detto nel suo intervento il presidente Mazzoli stanno dimostrando una grande capacità di collaborazione nell’ambito del sociale. L’incontro di oggi è solo un passaggio per tracciare un primo bilancio di un percorso costruito nel tempo. Rafforzare la rete territoriale è la condizione indispensabile per concorrere all’inclusione sociale, per garantire una vita degna a tutti i cittadini in condizioni di difficoltà. Un obiettivo ambizioso, cui punta anche l’amministratore di sostegno”.
“Il nostro è un territorio ha continuato che soffre di problematiche sociali cui dobbiamo far fronte: il bisogno di integrazione degli immigrati, i disagi e le debolezze individuali. Una sfida che dobbiamo cogliere, anche in vista dei processi innovativi che di qui a breve verranno a modificare le relazioni sociali nel nostro territorio, per garantire la qualità della vita dei cittadini”.
La parola, quindi, all’assessore. “L’iniziativa di oggi ha detto Picchiarelli - è estremamente importante perché consente la contestuale presenza di tutti gli interlocutori e gli attori del territorio chiamati a intervenire sull’amministratore di sostegno.
La difficoltà, anche dal punto di vista numerico, del reperimento di questa figura nella nostra provincia pone con forza l’esigenza di arrivare alla creazione di un vero e proprio albo degli amministratori di sostegno, attraverso cui garantire, anche dal punto di vista qualitativo, questa figura, tramite l’erogazione di attività formative”.
“Istituendo l’amministratore di sostegno ha proseguito - si è voluto passare da una pratica concreta proibitiva, attraverso il continuo ricorso all’interdizione, a una in cui al centro della dinamica si pongono i diritti dell’individuo, per il quale bisogna agire, come dice la legge stessa, ‘con la minore limitazione possibile della capacità d’agire’. Proprio per questo è importante il ruolo degli enti locali (Comuni e Provincia), della Asl, del mondo dell’associazionismo presente numeroso a questo dibattito, e delle famiglie”.
L’intervento dell’amministratore di sostegno, come ha spiegato il giudice Pascolini, può essere chiesto dal soggetto interessato, dai suoi congiunti o da una persona stabilmente convivente, dal pubblico ministero o dagli enti che hanno in cura la persona.
L’iter si conclude con un decreto di nomina dell’amministratore di sostegno, che ha la stessa funzione e veste del tutore, nel senso che sostituisce il beneficiario. L’amministratore può essere un congiunto o un terzo, l’ente locale (il sindaco o un suo delegato) oppure un’associazione di volontariato (a Viterbo ne esiste un caso).