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Il deposito dopo l'esplosione
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Il ministro Ferrero sul luogo della tragedia
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- L'esplosione all'improvviso. Violentissima. Poi le fiamme. In pochi secondi si è consumata la tragedia.
Erano le 10.10 di ieri mattina, quando in un locale della ditta di fuochi d'artificio Cignelli a Castiglione in Teverina Renato Cignelli di 44 anni e la moglie Rosanna Abate Matteo di 41 anni, Fiorenzo Cignelli detto Giorgio di 58 anni e la moglie Elisabetta Tirannanzi di 53 anni hanno perso la vita.
Due famiglie distrutte.
La struttura dove si trovavano è andata quasi completamente in pezzi, mentre una quinta persona, Giandomenico Cignelli, figlio di Fiorenzo, si trova ricoverato nel reparto grandi ustionati del San Camillo di Roma, con ferite su circa il trenta per cento del corpo.
Renato Cignelli e la moglie Rosanna lasciano tre figli, due femmine e un maschio.
Le vittime stavano lavorando a botti da utilizzare la prossima domenica per i festeggiamenti di Sant'Eraclito a Foligno. Il locale del confezionamento dove si trovavano al momento dell'esplosione è privo di corrente elettrica per evitare scintille.
“Non capisco cosa possa essere successo - si dispera Antonio Tirinnanzi fratello di una delle vittime - erano scrupolosi nell'osservare le regole di sicurezza e non siamo nemmeno in estate, quando il caldo crea maggiori pericoli d'esplosioni”.
Stava lavorando quando ha sentito il boato. “Pensavo fosse la cava - ricorda - ma dopo il primo, sono seguiti altri botti. Allora ho capito”.
Drammatiche anche le testimonianze di chi dopo il boato ha visto la colonna di fumo alzarsi in cielo.
“Si è visto il fuoco sulla fabbrica - racconta un impiegato comunale - poi il tetto è crollato. Abbiamo capito che chi era dentro non aveva avuto scampo”.
Un incidente su cui dovrà essere fatta luce, che resta al momento inspiegabile. La struttura proprio di recente aveva superato il controllo dell'ispettorato del lavoro e i Cignini, da decenni in questo settore, erano conosciuti per l'attenzione che prestavano nello svolgere la loro attività.
Una ditta modello per il rispetto delle norme di sicurezza, che utilizzava macchinari all'avanguardia.
Sul luogo della tragedia, a portare di persona il proprio cordoglio, molti politici, da Giuseppe Parroncini a Laura Allegrini, il presidente della Provincia Mazzoli e il ministro Paolo Ferrero.
“Ancora per qualche giorno il Governo resterà in carica - dice il ministro - ci sono i tempi per approvare una legge delega sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che preveda interventi per i familiari delle vittime, come nel caso dei tre figli di Renato e Rosanna Cignelli, minorenni, rimasti orfani di entrambi i genitori.
Nella fabbrica periodicamente lavorano altri operai, che ieri mattina non erano presenti.