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Riceviamo e pubblichiamo - Egregio direttore,
La storia che le sto per raccontare non è pertinente a un agglomerato di case diroccate o a una viuzza di un piccolo paesino di montagna nel dopoguerra, bensì a via Santa Giacinta Marescotti a Viterbo, dove vivono più o meno un centinaio di famiglie (c’è anche la sede del sindacato Cisl!).
Dal 13 di agosto di quest’anno il quartiere è senza illuminazione pubblica (la sera è completamente buio), ma non solo, è stato transennato, di seguito a insistenti segnalazioni, bontà loro, dai vigili urbani, un tombino delle fognature con pericolo di finirci dentro.
Fin qui nulla di particolare se non il fatto di essere venuti a conoscenza che la via Santa Giacinta Marescotti risulta ancora in gestione a un consorzio di costruttori degli edifici in essa ubicati, e quindi non ancora di pertinenza del comune.
Tutto questo dal 2003/2004 a oggi, per cui il comune, come ci ha dichiarato, non interverrà per ripristinare il tutto.
Ovviamente la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di rintracciare il presidente di questo consorzio o chi per lui.
Dopo vari giri per uffici e telefonate varie, riusciamo a metterci in contatto con il presidente del consorzio.
Questi, stimato e noto ingegnere di Viterbo (del quale al momento non serve farne il nome, lo capirà da se, speriamo) con suo grande disappunto ci riferisce che probabilmente non è stata pagata la bolletta dell’Enel da parte del consorzio (..ma va! chissà chi doveva pagarla), quindi non sa cosa dirci perché si trova in ferie e rientra martedì 2 settembre (…giusto in tempo per Santa Rosa...), e testuali parole “ anch’io ho bisogno di riposarmi una volta all’anno e adesso non posso fare altro”.
Sta di fatto che le nostre famiglie, visti gli accadimenti del vicinissimo quartiere di Santa Barbara e visti i ripetuti tentativi di furto nelle nostre abitazioni, vivono l’approssimarsi delle ore serali con ansia e paura.
Come saprà la nostra via confluisce nella via del Campo Scuola quindi non molto trafficata e di sera più volte abbiamo visto aggirarsi strani personaggi, soprattutto di chiara nazionalità non italiana.
Sarebbe auspicabile un po’ più di presenza di forze dell’ordine (per esempio un poliziotto di quartiere) e che questo ingegnere si adoperasse, al rientro delle sue ferie, dopo il giusto riposo, a consegnare (e immaginiamo a versare quanto dovuto all’Enel) la nostra strada al comune per la normale gestione e quindi necessaria manutenzione.
E per finire vorremmo approfittare della sua disponibilità per informare l’ingegnere che per le eventuali circostanze negative, che speriamo non si vadano a presentare nel nostro quartiere, lo vedranno coinvolto in prima persona a rispondere alle competenti autorità.
Ringraziandola per l’ospitalità e l’opportunità che ci vorrà dare di portare a conoscenza dell’opinione pubblica viterbese la nostra situazione di quartiere La saluto cordialmente
Giuseppe Bonina
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