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Viterbo - Numerosi i partecipanti alla prima giornata
S.Rosa, successo per il cammino sulle vie dell'esilio
31 agosto 2008 - ore 18,30

- Grande successo per la prima giornata di cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa.

I numerosi partecipanti si sono ritrovati tutti a Viterbo, presso la basilica di San Francesco, per partire alla volta di Soriano nel Cimino.

Un itinerario di rara bellezza, tra boschi sorgenti e castelli medioevali, della lunghezza totale di circa 60 chilometri, organizzato dall’associazione "Take Off", per rievocare l’esilio della santa patrona della città di Viterbo, avvenuto nel mese di dicembre 1250, nel giorno dell’antivigilia di San Nicola.

Alla partenza, la lettura degli auguri del vescovo Chiarinelli e la benedizione di padre Agostino Mallucci, dell’ordine dei frati conventuali, con presenze “eccellenti” come il presidente della provincia Alessandro Mazzoli, il sindaco Giulio Marini e gli assessori Giovanni Arena e Fabrizio Purchiaroni, che hanno anche preso parte alla camminata.

E il gruppo, formato da grandi e piccini, alle 9.25, ha intrapreso la “via dell’esilio”, proprio come fece la Santa tantissimi anni fa, insieme ai suoi genitori Giovanni e Caterina.

Alla prima sosta, nei pressi della Strada Romana, il punto di ristoro, con acqua, caffè e cioccolata, organizzato dalla Pro loco di Soriano nel Cimino, rappresentata dal presidente Angelo Mascellini e il consigliere Violetti.

Il cammino è proseguito, sulle strade Costa Volpara e Piscine, con il supporto di Sabatino De Berardini, esperto in campo forestale, venuto in sella alla sua magnifica cavalla bianca, per la delizia dei bambini presenti, che si sono così cimentati in brevi galoppate all’interno del bosco.

Qui, la vegetazione spontanea, prevalentemente forestale, si rivela di notevole interesse geobotanico.

Il territorio, d’origine vulcanica, presenta un manto vegetativo variegato.

Sulla sommità, di particolare rilevanza è la fustaia di faggio, alla quale seguono scendendo di quota, un'ampia cintura di castagneto ceduo, con alcuni esemplari ultracentenari, e quindi, nella fascia basale, il querceto.

Molto particolari, in questo contesto, le forre che caratterizzano il tipico paesaggio etrusco.

I torrenti, infatti, scavano profonde gole prodotte proprio per effetto del lento e inesorabile fenomeno dell'erosione.

E sui sentieri, ogni tanto, i segni dei passaggi della volpe, del cinghiale, della lepre, del gatto selvatico, dell'istrice e del riccio.

Tra gli uccelli stanziali più comuni del nostro territorio, invece, sono presenti lo sparviero, che attualmente sta nidificando sulla faggeta, la poiana, il gheppio, il gufo comune, la civetta, il barbagianni, il fagiano e il picchio verde, ai quali si aggiungono uccelli migratori come la rondine.

Numerose anche le sorgenti incontrate lungo il percorso.

E presso quella dell’ “Acquaspasa” il folto gruppo dei partecipanti ha sostato per consumare un veloce pranzo al sacco.

Molto interessanti, durante le soste, le storie narrate dallo scrittore Antonello Ricci.

L’ascesa del Monte Cimino è continuata fino a un’altezza di circa 700 metri sul livello del mare, nei pressi di Roccaltia, sotto la Faggeta, dopodichè è iniziata la “calata” verso Soriano nel Cimino.

Prima di arrivare in paese, sempre all’interno del bosco, una visita alla chiesetta della Trinità, edificata già in periodo medioevale e ristrutturata per volontà della famiglia Chigi.

Alle 15,35 l’arrivo a destinazione, tutti contenti e soddisfatti per questo viaggio che, come ha ricordato Silvio Cappelli, uno degli organizzatori, “è un po’ la metafora della vita”.

E oggi il cammino prosegue alla volta di Vitorchiano, con partenza da Soriano nel Cimino, per concludersi domani a Viterbo provenienza Vitorchiano.

“Riscoprire esperienze che hanno segnato la vita delle persone e la storia delle comunità è rivisitarne i significati e i valori – come ha scritto monsignor Lorenzo Chiarinelli vescovo di Viterbo – e il breve esilio di Santa Rosa diventa occasione per rileggere la tragicità delle divisioni, delle intolleranza, degli odi: fattori di disgregazione sociale ieri e oggi.

Ma è occasione per riscoprire anche il coraggio della giustizia e la fedeltà agli ideali e la coerenza dell'agire”.

E anche quello di quest’anno si sta rivelando un “cammino” fatto all’insegna della pace, della solidarietà e dell’amicizia.

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