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- Sicurezza, giro di vite del Comune.
Con una serie d’ordinanze, la giunta Marini mette un freno a fenomeni di malcostume che anche a Viterbo hanno trovato terreno facile, ma si prepara anche a un’immancabile ondata di critiche.
Perché le ordinanze del primo cittadino, al vaglio del prefetto, colpiscono chi chiede l’elemosina davanti a monumenti pubblici, chiese, parchi e piazza.
Prevista una multa ai lavavetri che si appostano ai semafori, ma anche a centocinquanta metri di distanza.
Multa da 250 euro per chi imbratta monumenti. Dovrà fare i conti con sanzioni amministrative anche chi ha la brutta abitudine di gettare nei cassonetti o nelle immediate vicinanze, rifiuti pericolosi o ingombranti, come lavatrici, televisori e mobili.
Tolleranza zero. Controlli ferrei da parte della polizia municipale, ma anche da agenti in borghese.
Le norme predisposte da palazzo dei Priori sono destinate a modificare anche abitudini radicate.
Dalle 22 e fino al mattino successivo, vietato vendere bevande in bottiglie di vetro e simili.
Si beve solo nei locali. Così i vuoti non restano in strada.
“Vogliamo intervenire su un malcostume diffuso in città – spiega il sindaco Giulio Marini - chiediamo più rispetto per i monumenti e la storia di Viterbo. Da qui nasce la nostra azione politica. Non faremo tutto domani. Tracciamo un solco”.
Da Maroni a Marini. Il pacchetto sicurezza è servito anche a Viterbo.
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