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Civitavecchia - Violando l'apposita delibera regionale - Lo fa presente il capogruppo Pd Alessio Gatti
"Rette Rsa, il Comune non contribuisce alle spese"
30 agosto 2008 - ore 19,00

Riceviamo e pubblichiamo - La questione del forte incremento delle rette per le persone costrette al ricovero nelle Residenze sanitarie assistite (Rsa) rappresenta un’emergenza drammatica per molte famiglie.

Il gruppo consiliare del Pd si è schierato con i degenti e le loro famiglie chiedendo, anche in un incontro con l’assessore competente rivolto:

- a chiarire le modalità di definizione dei redditi, oggetto di contestazioni che il Comune di Civitavecchia ha sin qui affrontato con un’interpretazione penalizzante per i cittadini;

- ad alleviare tramite forme di sostegno finanziario gli oneri pesantissimi a carico delle famiglie.

La deliberazione n. 98/2007 della giunta regionale del Lazio ha fissato nuovi criteri per il pagamento della diaria giornaliera nelle Residenze sanitarie assistite (Rsa).

In particolare, ha stabilito che per gli utenti con un reddito annuale Isee non superiore ai 13mila euro, i comuni di residenza concorrano a coprire la quota del 40% a carico dell’assistito.

L’assessorato alle Politiche Sociali è intervenuto nuovamente sulla materia il 2 gennaio 2008, con una circolare esplicativa inviata a tutti i comuni della regione.

Nella circolare vengono chiariti i redditi da considerare (ad esempio quello individuale per gli ultra65enni con handicap permanente grave) e le modalità di calcolo per stabilire la quota contributiva a carico dell’assistito e del Comune.

Nonostante la circolare invitasse i Comuni a dare tempestiva esecuzione alla delibera, il Comune di Civitavecchia continua a negare l’integrazione della retta, appellandosi alla normativa preesistente e ormai superata.

Non solo, l’assessorato ai Servizi Sociali, aperto per altro al pubblico solo due giorni alla settimana, continua a distribuire una modulistica in cui, in barba alla normativa sulla privacy, vengono richiesti addirittura i redditi dei familiari che potrebbero per legge essere obbligati agli alimenti, anche nei casi in cui la normativa regionale stabilisce che vanno considerati i soli redditi individuali degli assistiti.  

Le proteste dei familiari dei degenti, dei sindacati dei pensionati e le nostre stesse sollecitazioni non hanno sortito alcun effetto.

Un gruppo di cittadini si è visto costretto ad avviare azioni legali.

Per parte nostra, constatiamo che malgrado la disponibilità manifestata a ricercare soluzioni condivise e a dispetto delle dichiarazioni verbali la posizione dell’amministrazione rimane di sostanziale chiusura.  

Non si ha alcuna notizia circa la ricerca di risorse straordinarie, da noi suggerita nell’incontro del 13 agosto con l’assessore Fanciulli, per alleviare il disagio delle famiglie.

L’atteggiamento complessivo dell’amministrazione appare purtroppo orientato anche in questo caso a privilegiare effimero e lustrini a scapito dei diritti dei cittadini, specie dei più deboli.

Alessio Gatti
Caprogruppo Pd al consiglio comunale di Civitavecchia

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