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Giovanni Bartoletti, assessore all'Aeroporto
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Riceviamo e pubblichiamo - Un “premio” di 100 milioni di euro all’anno, ovvero ben oltre 2,5 milioni al giorno, all’erede di Ryanair, che dopo il suo secco, e speriamo irrevocabile, no sulla scelta di delocalizzare a Viterbo i suoi voli destinati alla Capitale, lascerà definitivamente alla concorrenza l’ambita meta romana.
Un serio motivo in più, che rafforza la nostra totale indifferenza rispetto alle scelte abdicative del colosso irlandese dei low cost, e che apre interessanti prospettive anche per le compagnie italiane sopraffate dall’impero capitanato da Michael O’Leary.
Prospettive interessanti anche per la nuova Alitalia che, in linea con quanto attuato dalle sue concorrenti internazionali, potrebbe valutare di aprire una parallela attività a basso costo sullo scalo viterbese.
I conti sono presto fatti: Ciampino nei primi sei mesi del 2008 ha movimentato 15800 voli.
Possiamo quindi prevedere che su base annua saranno circa 32mila.
Considerando che 85% dei movimenti viene e va a nord si deduce che 27200 movimenti ridurrebbero di 30 minuti (15 min in andata e 15 min in ritorno) quando si utilizzerà l’aeroporto di Viterbo invece di Ciampino.
Al contrario, i 4800 (15%) provenienti e diretti a sud aumenterebbero il tempo di volo di 30 minuti.
In ore di volo avremo quindi 13600 ore risparmiate contro 2400 “sprecate” per una differenza di 11200 ore di volo comunque risparmiate.
I velivoli B737-NG o l’A320, che sono i velivoli più usati dalle low cost europee, hanno un consumo medio orario di 3400 litri.
L’aeroporto di Viterbo eviterebbe lo spreco di 38 milioni di litri (circa 50 milioni di euro) di cherosene l’anno che in termini di emissioni di anidride carbonica equivale a 66mila tonnellate in meno nell’atmosfera.
Dal punto di vista delle Compagnie Aeree, la convenienza è evidentissima: il costo totale medio orario di un B737 o di un A320 è 9mila euro.
Quindi, l’aeroporto di Viterbo farà risparmiare alle compagnie aeree che lo utilizzeranno più di 100 milioni di euro l’anno.
A questo punto sarebbe opportuno che Ryanair, in linea con la comprovata serietà dimostrata negli anni, metta nero su bianco ufficialmente i suoi propositi di abbandonare la Capitale, affinché, chi vuole si possa organizzare per tempo.
Giovanni Bartoletti
Assessore all'Aeroporto
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