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- Continuano i festeggiamenti in onore del patrono di Acquapendente, Sant'Ermete.
Tra i momenti più suggestivi della lunga giornata, la messa pontificale delle 11, celebrata nella Concattedrale del Santo Sepolcro dal vescovo Chiarinelli.
“Nel ringraziare tutti coloro che, come ogni anno, hanno organizzato magistralmente l’evento - sottolinea il vescovo durante l'omelia - vorrei porre a riflessione di tutti i cattolici aquesiani la passione di uno dei tanti martiri.
Soldato romano ma anche fervente cristiano, ucciso dall’intolleranza dell’Impero Romano.
Battezzato dal Papa Alessandro I, Ermete entra di diritto, grazie a Papa Damaso, tra i numerosi perseguitati degli albori della nostra religione cristiana, che proprio alcuni secoli dopo grazie alle predicazioni di Benedetto da Norcia e Francesco d’Assisi si diffuse per tutta l’Europa.
Purtroppo questo “lunghissimo filo d’intolleranza” iniziato secoli fa con la martirizzazione, ancora non è spezzato.
Proprio in questi giorni i mass-media ci confermano come proprio l’intolleranza porta in tutto il mondo 12mila vittime, uccise per la propria fede.
Partendo dalla Turchia, passando per l’Africa, fino a giungere all’India si può notare come ancora sia lunga e profonda la striscia concetto che porta alla “non libertà di professare la propria religione”.
La diginità umana viene misconosciuta lungo un cammino sempre più arduo e difficile. Ma c’è una via d’uscita: quella di mettere Dio sopra ogni cosa.
Sopra la brama di conquiste territoriali, sopra le ideologie.
E soprattutto al di sopra di dottrine come il laicismo.
Se Dio sarà sopra ogni cosa le varie forme di intolleranza verranno definitivamente sconfitte.
Si inizierà a rispettare il prossimo in ogni sua varietà, a esprimere liberamente la propria fede, a crescere e rispettarci l’uno con l’altro.
Ci sarà più limpida e chiara la passione del Martire Ermete.
Comprenderemo la sua lezione, apriremo maggiormente i nostri cuori.
Vivremo in maniera intelligente un mondo di pluralità.
Capiremo cosa vuol dire la parola convivenza.
Pregandolo riceveremo aiuto e insegnamento.
E verremmo affrancati dall’intolleranza”.
Dopo la processione del tardo pomeriggio, in serata la Concattedrale ha ospitato la cerimonia di riconsegna della tela “San Carlo in preghiera per i malati”, restaurata dalla Soprintendenza del Patrimonio Storico e Artistico del Lazio.
Al termine, un concerto d’organo.
I festeggiamenti in onore del Santo Patrono termineranno Sabato 30 agosto.
Il centro storico ospiterà a partire dalla prima mattinata una fiera.
Nel pomeriggio (inizio ore 20) dal Comune verrà estratta una tombola di 1.650.000 in favore della Casa di Riposo San Giuseppe.
Alle 22 gran chiusura con uno splendido spettacolo pirotecnico presso lo Stadio Comunale “Dario Dante Vitali”.
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